
Secondo un rapporto di Transport & Environment, entro il
2035 oltre la metà (60%) della flotta di traghetti
dell'Unione Europea potrebbe essere elettrificata e più della
metà (52%) potrebbe essere anche competitiva in termini di
costi rispetto ai traghetti alimentati con combustibili fossili. Il
documento evidenzia che nel 2023 i 1043 traghetti europei presi in
esame da T&E, molti dei quali di piccole dimensioni, hanno
emesso 13,4 milioni di tonnellate di CO2, l'equivalente di 6,6
milioni di automobili in un anno, e sono risultati responsabili di
un inquinamento atmosferico maggiore da SOx di tutte le auto in
principali città portuali europee come Barcellona, Dublino o
Napoli. In particolare, Dublino è risultata la città
portuale più inquinata d'Europa per quanto riguarda
l'inquinamento atmosferico causato dai traghetti, seguita da Las
Palmas e Holyhead, situazione che è destinata a cambiare nel
2027 quando entreranno in vigore nuove Aree di Controllo delle
Emissioni che limiteranno l'inquinamento atmosferico causato dai
carburanti marittimi nell'Atlantico nord-orientale. Lo studio
specifica che, tuttavia, nonostante misure simili già in
vigore nel Mediterraneo, in città come Barcellona i traghetti
inquinano emettendo 1,8 volte più SOx di tutte le auto della
città.
Il rapporto segnala che nel 2023 quattro porti italiani (Genova,
Livorno, Palermo e Civitavecchia) rientravano tra i dieci porti
europei con il più alto livello di inquinamento causato dai
traghetti quanto ad emissioni di CO2.
Inoltre, il rapporto sottolinea che i traghetti in Europa hanno
un'età media di 26 anni e che, pertanto, ora è il
momento di un rinnovamento ecologico della flotta. Il documento
osserva che l'elettrificazione e l'ibridazione potrebbero ridurre le
emissioni di CO2 dei traghetti fino al 42% e migliorare la qualità
dell'aria nelle città portuali, riducendo al contempo i costi
operativi. «L'elettrificazione - ha evidenziato Felix Klann,
responsabile delle Politiche per il trasporto marittimo di T&E -
ha senso dal punto di vista economico. I traghetti elettrici sono
già più economici su molte tratte e nei prossimi anni
lo diventeranno sempre di più».
Lo studio formula sette raccomandazioni per consentire questa
transizione e nel contempo per sostenere l'industria nazionale, a
partire dall'estensione dei regolamenti europei EU ETS e FuelEU
Maritime alle navi di stazza lorda superiore a 400 tonnellate,
garantendo così la copertura dei segmenti di traghetti più
elettrificabili, e dall'estensione del regolamento sulle
infrastrutture per i combustibili alternativi (AFIR), al di là
degli obblighi per i porti di dotarsi di infrastrutture per
combustibili alternativi e per consentire l'elettrificazione delle
banchine, includendovi gli impianti di Onshore Power Supply (OPS),
ovvero le infrastrutture di ricarica delle navi.
Inoltre, si invita a modificare le norme UE in materia di
appalti per garantire un uso sostenibile delle risorse pubbliche,
anche attraverso standard a zero emissioni, misura di cui potrebbero
beneficiare i traghetti più piccoli che operano più
spesso nel quadro di appalti pubblici o di obblighi di servizio, e
si esorta ad includere la produzione di batterie ad uso marittimo
negli obiettivi strategici di capacità produttiva, anche
attraverso la strategia marittima industriale dell'UE.
Infine, lo studio rileva che in base alle normative europee già
vigenti i governi nazionali e regionali possono già
utilizzare politiche chiave utilizzando le metodologie dell'offerta
economicamente più vantaggiosa e del Green Public Procurement
(GPP), riducendo le tasse e le imposte nazionali sull'elettricità
fornita alle navi, come già previsto dalla direttiva sulla
tassazione dell'energia, ed estendendo le Aree di Controllo delle
Emissioni (ECA) alle regioni ultraperiferiche e ponendo fine alle
deroghe specifiche per determinate rotte marittime.