
Fincantieri ha ulteriormente rafforzato i legami con la KAYO,
società albanese istituita nel 2024 e di intera proprietà
del Ministero della Difesa, sottoscrivendo un accordo per costituire
una joint venture attiva nel settore della costruzione e della
manutenzione di unità navali in Albania. L'azienda italiana
ha specificato che l'accordo rappresenta l'evoluzione di un percorso
avviato con la firma dei due memorandum of understanding
sottoscritti lo scorso anno e finalizzati a valutare e definire una
collaborazione industriale strategica tra le parti
(
del
9
aprile e
14
novembre 2025).
La joint venture sarà partecipata al 51% da Fincantieri e
al 49% da KAYO e avrà come obiettivo principale la
costruzione e la manutenzione di unità navali destinate alla
Marina Militare albanese, nonché di cogliere opportunità
commerciali nel mercato internazionale. Nel mercato albanese la
nuova società opererà come prime contractor per i
programmi navali, assumendo la responsabilità dell'esecuzione
e della gestione delle forniture. Per quanto riguarda il mercato
export, Fincantieri manterrà il ruolo di prime contractor per
unità navali di lunghezza inferiore agli 80 metri,
individuando il sito produttivo preferenziale nel cantiere di
Pashaliman (PNS), che è situato nei pressi di Valona.
La pianificazione industriale dell'iniziativa prevede circa
dieci unità come target di acquisizione nell'arco di piano
industriale 2026-2030, beneficiando della rilevante domanda attesa
nel settore delle navi di sorveglianza costiera di piccole-medie
dimensioni (OPV).
«Per Fincantieri - ha commentato l'amministratore delegato
e direttore generale dell'azienda italiana, Pierroberto Folgiero -
l'iniziativa costituisce un investimento strategico volto alla
creazione di un hub produttivo in Albania, destinato a sostenere le
capacità operative della Marina Albanese e a favorire una
proiezione industriale e commerciale della joint venture sui mercati
internazionali. L'accordo contribuisce inoltre ad affermare il ruolo
di Fincantieri e dell'Italia quali attori industriali di riferimento
nel Mediterraneo».