 È certamente deluso chi, dalla 84ª sessione del
Marine Environment Protection Committee (MEPC) dell'International
Maritime Organization (IMO), tenutasi la scorsa settimana a Londra,
attendeva una risposta conclusiva sull'adozione del Net-Zero
Framework, il pacchetto di misure a livello mondiale per
decarbonizzare il trasporto marittimo entro il 2050. Gli
insoddisfatti dell'esito della riunione, tuttavia, sembrano essere
pochi perché, alla fine, l'esito interlocutorio della
sessione accontenta coloro che auspicavano una positiva decisione
politica, ma nel contempo temevano una bocciatura del pacchetto di
misure, così come coloro che avevano un'aspettativa
diametralmente opposta.
Tutti hanno apprezzato gli avanzamenti tecnici compiuti dal MEPC
84, in particolare relativamente allo sviluppo di linee guida
sull'intensità di carbonio dei combustibili, sulle
metodologie di monitoraggio e certificazione e sulle misure a breve
termine di riduzione delle emissioni, ma è stata constatata
anche la persistenza di divisioni politiche sul futuro della
decarbonizzazione dello shipping tra le nazioni favorevoli ad
un'adozione rapida del quadro regolatorio e quelli che sollecitano
un approccio più graduale e orientato alla “market
readiness”, che consenta agli operatori di utilizzare le
tecnologie. i carburanti e le infrastrutture al momento disponibili
e di far fronte a costi per la decarbonizzazione per loro
sostenibili.
Se i lavori i lavori proseguiranno nell'ambito dei due gruppi
intersessionali sui gas serra (ISWG-GHG), con riunioni in programma
tra il primo e il 4 settembre e tra il 23 al 27 novembre prossimi,
l'appuntamento più importante sarà la 85ª
sessione del MEPC attualmente in programma dal 4 dicembre prossimo
che riprenderà in esame i temi affrontati nella 84ª
sessione.
«Siamo - ha commentato il segretario generale dell'IMO,
Arsenio Dominguez, a chiusura della riunione - di nuovo sulla buona
strada, ma dobbiamo ricostruire la fiducia. Vi incoraggio a
mantenere questo slancio nel corso dei vostri lavori intersessionali
e a preparare contributi che possano unire i membri».
La scorsa settimana, tra gli altri punti all'ordine del giorno,
il MEPC ha adottato una nuova Zona di Controllo delle Emissioni
(ECA) nell'Atlantico nord-orientale, introducendo limiti di
emissione più severi per gli ossidi di azoto (NOX), gli
ossidi di zolfo (SOX) e il particolato. La data di entrata in vigore
è fissata il primo settembre 2027, con l'ECA che diventerà
effettiva 12 mesi dopo, nel 2028. L'ECA copre le zone economiche
esclusive e le acque territoriali, estendendosi fino a 200 miglia
nautiche dalle rispettive linee di base di Groenlandia, Islanda,
Isole Faroe, Irlanda, Regno Unito continentale, Francia, Spagna e
Portogallo. All'interno delle ECA, le navi devono utilizzare
carburante con un tenore di zolfo non superiore allo 0,10%.
Tra le prime reazioni all'esito della 84ª sessione del
MEPC, la federazione Transport & Environment (T&E),
l'organizzazione europea che promuovere la sostenibilità
ambientale del sistema dei trasporti, ha evidenziato che gli Stati
Uniti non sono riusciti a far deragliare i negoziati, che - ha
sottolineato T&E - si sono conclusi con la conferma del Net Zero
Framework «nonostante una settimana di pressioni e tattiche
dilatorie da parte degli USA. Se gli Stati Uniti e i loro alleati -
ha rilevato la federazione in una nota - sono riusciti ad ottenere
un rinvio tattico della discussione all'autunno, l'UE e altri Paesi
ambiziosi si sono rifiutati di abbandonare lo NZF».
«È
un sollievo - ha affermato Felix Klann, responsabile delle politiche
marittime di T&E - che il Net Zero Framework sia sopravvissuto,
ma - ha precisato - l'IMO non può permettere che i rinvii
diventino la nuova normalità. Non è il momento di
scendere a compromessi che annacquino l'accordo o di rimandare il
problema. Questo non farebbe altro che favorire Trump e i suoi amici
petrolieri. I governi ambiziosi devono sfruttare il tempo extra per
riaffermare il loro impegno a favore di un vero accordo per le
emissioni zero. Non possiamo accontentarci di un accordo debole che
si limiti a ratificare lo status quo proprio quando l'azione per il
clima è più necessaria».
«Ora - ha concluso Klann - l'UE deve mantenere la calma e
rifiutarsi di accettare un accordo svuotato dalle pressioni
statunitensi. Qualsiasi tentativo di indebolire il Net Zero
Framework ora sarebbe un regalo alla lobby petrolifera, in un
momento in cui i prezzi del petrolio sono alle stelle e il costo
dell'inazione è più alto che mai. Se si perde
l'ambizione lungo il cammino, sarà necessario un intervento a
livello regionale per colmare il vuoto».
Il World Shipping Council (WSC), l'associazione che rappresenta
le principali compagnie di navigazione del settore del trasporto dei
container, ha definito il confronto della scorsa settimana
«incoraggiante e necessario per realizzare la Strategia IMO
per le emissioni di gas serra del 2023». «Si tratta - ha
osservato il presidente e CEO del WSC, Joe Kramek - di discussioni
complesse e, a volte, difficili. Ma il continuo impegno dei governi
è essenziale per mantenere i progressi. L'industria del
trasporto marittimo di linea ha già investito 150 miliardi di
dollari in nuove navi a doppio combustibile che hanno il potenziale
per ridurre le proprie emissioni. Ma la realizzazione di queste
riduzioni delle emissioni dipende dal raggiungimento di un accordo
su un quadro globale efficace». Kramek ha evidenziato che lo
stesso segretario generale dell'IMO ha riconosciuto il ruolo
dell'industria dello shipping in queste discussioni, sottolineando
che coloro che attueranno le norme devono continuare ad essere
strettamente coinvolti nei negoziati. Relativamente ai progressi nei
lavori tecnici a supporto di una misura globale per la
decarbonizzazione del trasporto marittimo compiuti la scorsa
settimana, Kramek ha rilevato che «si tratta di passi
concreti, che contano. Influenzano il modo in cui vengono utilizzati
i carburanti, come vengono misurate le emissioni e se le misure
future potranno essere implementate efficacemente».
Anche l'associazione armatoriale internazionale International
Chamber of Shipping (ICS) ha accolto positivamente il nuovo rinvio
del voto sul Net-Zero Framework: «il dialogo costruttivo che
si è svolto questa settimana - ha commentato il segretario
generale dell'ICS, Thomas A. Kazakos - è estremamente
positivo, sebbene sia chiaro che molti Stati membri non sono ancora
in grado di adottare un quadro normativo globale senza ulteriori
modifiche. L'industria marittima è pienamente impegnata a
raggiungere gli obiettivi della Strategia IMO sulle emissioni di gas
serra del 2023 e ha già conseguito riduzioni sostanziali
delle emissioni di gas serra. È fondamentale che i governi si
muovano al più presto verso l'adozione di un quadro globale
completo e adeguato allo scopo, per consentire all'industria di
accelerare ulteriormente la sua rapida transizione verso fonti
energetiche alternative. Accogliamo pertanto con favore - ha
concluso Kazakos - la decisione di convocare ulteriori negoziati a
settembre, ai quali l'ICS intende contribuire con idee su una
possibile via da seguire per ottenere il necessario sostegno da
parte di tutti gli Stati membri».
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