
In assenza di regolari adeguamenti delle tariffe di trasporto
dovuti all'aumento del prezzo del gasolio, ogni mese vengono a
mancare 250 milioni di euro dalle casse delle imprese di
autotrasporto. Lo denuncia Trasportounito, che prospetta come non
così remota un fermo dei camion per assenza di gasolio
causata dall'aumento del prezzo del carburante e non tanto dalla
crisi, pur in atto, nelle importazioni di petrolio e prodotti da
parte dell'Italia.
Evidenziando che la carenza ormai emergenziale di liquidità
che ha colpito l'autotrasporto è di tale gravità da
rendere ormai altamente probabile una reazione a catena di blocco
dei servizi di trasporto, l'associazione chiede al governo una vera
e propria inversione di marcia e non più ristori a mesi di
distanza o crediti di imposta seppure importanti. Il segretario
generale di Trasportounito, Giulio Stoppa, specifica che l'emergenza
«richiede immediate soluzioni non per fronteggiare il rincaro
del gasolio, ma per impedire che questo si traduca in una iniezione
letale per le imprese di autotrasporto».
E la soluzione a fronte anche di plafond delle carte carburante
che non sono stati adeguati all'escalation nel prezzo del gasolio -
secondo Trasportounito - può essere oggi una sola:
l'immediata approvazione di un decreto-legge urgente sul fuel
surcharge, che intervenga sulla disciplina prevista nell'articolo 83
bis proprio sul fuel surcharge rendendo automatico, pubblico,
verificabile e obbligatorio l'adeguamento del corrispettivo del
trasporto. «L'obiettivo - spiega Stoppa - non è
introdurre un nuovo contributo pubblico, ma è quello di fare
in modo che il mercato riconosca automaticamente la variazione di un
costo oggettivo e verificabile come quello del carburante».
A tal fine Trasportounito ha proposto un sistema che prevede la
fissazione e pubblicazione da parte del Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti di un prezzo base annuale del
gasolio, valido come riferimento per i contratti sottoscritti nel
corso dell'anno. Cifra da aggiornarsi successivamente sulla base
delle rilevazioni ufficiali del prezzo del carburante, con una
periodicità quindicinale. Per l'associazione, a questo
parametro deve essere applicata una percentuale di incidenza del
carburante sul costo del trasporto fissata dalla legge nella misura
del 30%, evitando che ogni singolo rapporto commerciale diventi una
nuova trattativa sulla percentuale da riconoscere. Pertanto, la
variazione del prezzo del gasolio deve produrre automaticamente la
corrispondente variazione del corrispettivo del trasporto, sia in
aumento sia in diminuzione. Trasportounito ritiene, inoltre, che
l'adeguamento debba essere esposto separatamente in fattura, in modo
che vettore, committente e organi di controllo possano verificare
immediatamente il parametro utilizzato e il calcolo effettuato. A
controllare tale sistema, l'Agenzia delle Entrate e l'Autorità
Garante della Concorrenza e del Mercato, secondo le rispettive
competenze.