
Ieri un'altra nave è stata colpita da un proiettile
mentre transitava nello Stretto di Hormuz. Ne ha dato notizia la
britannica United Kingdom Maritime Trade Operations (UKMTO), che ha
specificato di aver ricevuto da terzi comunicazione dell'attacco che
ha provocato un incendio a bordo, mentre l'equipaggio della nave non
ha subito conseguenze. Non è ancora noto quale unità
sia stata attaccata. Secondo i media iraniani, ad essere colpita
potrebbe essere stata una very large crude carrier in transito a
cinque miglia nautiche dalla costa dell'Oman.
Intanto, in occasione della Giornata Mondiale del Mare,
mercoledì è stata diffusa una dichiarazione ufficiale
del presidente iraniano Masoud Pezeshkian che sottolinea
l'importanza dello Stretto di Hormuz che, «in quanto punto di
passaggio marittimo strategico e nevralgico, riveste un ruolo
cruciale per la sicurezza e l'economia, sia a livello regionale che
globale. Il nostro approccio a questa via navigabile strategica - ha
affermato - è improntato alla responsabilità e fondato
sulla salvaguardia della sicurezza, della stabilità e degli
interessi delle nazioni della regione. Riteniamo che una sicurezza
sostenibile nel Golfo Persico e nelle sue acque dipenda,
innanzitutto, dalla cooperazione, dal senso di responsabilità
e dal coinvolgimento attivo dei paesi della regione. L'autorevole
presenza marittima mantenuta nell'ultimo anno - ha aggiunto
Pezeshkian - testimonia la ferma determinazione di coloro che hanno
garantito che il battito delle arterie vitali della nazione non
venisse mai meno. La comunità marittima del Paese ha
dimostrato che il coordinamento tra governo, settore privato e forze
di sicurezza consente di superare efficacemente qualsiasi ostacolo».
Sempre mercoledì Pezeshkian ha presieduto una riunione
governativa incentrata sull'attuale situazione degli
approvvigionamenti di beni di prima necessità, in particolare
dei prodotti agricoli, nel corso della quale ha dato incarico al
Ministero degli Affari esteri, in collaborazione con i governatori
delle province di confine, di dare priorità alle
consultazioni con i Paesi vicini e di adoperarsi con urgenza per
risolvere gli ostacoli che incidono sul commercio e
sull'approvvigionamento di beni essenziali. Tra questi ostacoli sono
stati presi in esame anche quelli che riguardano il trasporto
marittimo. L'Iran, infatti, importa via mare, attraverso il Golfo
Persico e quindi attraverso lo Stretto di Hormuz, una quantità
significativa di materie prime agricole, in particolare cereali,
derrate alimentari e altri beni essenziali. Attraverso il solo porto
di Imam Khomeini, nel Golfo Persico, arrivano in Iran oltre il 60%
delle importazioni via mare di beni essenziali.