Quotidiano indipendente di economia e politica dei trasporti
20:33 GMT+2
FORMAZIONE
Formazione marittima, ricorso al TAR contro l'aumento delle tariffe delle Capitanerie di Porto
ANIFORMAR, CONFORMAR e 15 centri di addestramento contestano il decreto MIT-MEF: gli incrementi arrivano fino al 149,3%
Roma
15 ottobre 2026
È stata depositato presso il Tribunale Amministrativo
Regionale per il Lazio il ricorso con istanza cautelare avverso il
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Ministero
dell'Economia e delle Finanze, del decreto 170 del 10 giugno 2026,
recante un aggiornamento delle tariffe per i servizi resi dalle
Capitanerie di Porto per le attività autorizzative e di
controllo ad istituti, enti o società di addestramento dei
lavoratori marittimi. L'istanza, patrocinata dallo Studio Legale dei
Prof.ri Avv.ti Esposito e Di Lieto, è stata avanzata dalle
due associazioni rappresentative dei soggetti interessati,
l'Associazione Nazionale Italiana Formatori Marittimi (ANIFORMAR) e
l'Associazione Confederazione Formatori Marittimi (CONFORMAR), e da
15 centri di addestramento associati.
I ricorrenti denunciano che il nuovo regime tariffario imposto
agli enti assoggettati viene a gravarli di ulteriori sei nuove voci
imponibili con incrementi tariffari che vanno dal +7,6% fino
addirittura al +149,3%. Inoltre, evidenziano che tale nuovo regime
tariffario, introdotto senza alcun confronto preventivo, oltre ad
aggravare i Centri sul piano amministrativo-gestionale, introduce
un'imposizione tariffaria marcatamente regressiva che pesa in
maniera insostenibile soprattutto sui Centri di medie e piccole
dimensioni, in quanto i nuovi oneri eccedono l'intero margine
operativo, mettendone seriamente a rischio la stessa prosecuzione
delle attività, con gravi riflessi sull'occupazione del
personale addetto.
Viene sottolineato, inoltre, che il pregiudizio non riguarda
solo i Centri ricorrenti, poiché si estende anche su tutti i
lavoratori marittimi, in quanto i certificati di addestramento STCW
sono obbligatori e devono essere conseguiti e periodicamente
rinnovati presso i Centri autorizzati a spese del marittimo o della
società armatrice, e sui quali si ribalta in maniera
significativa la nuova imposizione tariffaria, raddoppiando in molti
casi il costo delle prestazioni.
Si osserva poi che la prevedibile riduzione dei Centri o quanto
meno la minore disponibilità di sessioni addestrative e di
esame - specie nelle aree periferiche e insulari - dilaterà
necessariamente i tempi per conseguire e rinnovare le
certificazioni, con il rischio concreto di mancati imbarchi e
perdita di lavoro e di retribuzione, e che analogo danno si
rifletterebbe anche sulle compagnie armatoriali che avranno
difficoltà a reclutare il personale marittimo certificato
secondo i loro tempi operativi.
I ricorrenti rilevano che, pertanto, tale nuovo regime
tariffario, oltre a produrre, se permanesse, i danni sopra elencati,
appare arbitrario e marcatamente illegittimo soprattutto per
violazione e falsa applicazione dei principi di proporzionalità,
predeterminazione e prevedibilità della prestazione
patrimoniale, eccesso di potere per irragionevole standardizzazione,
sproporzione, reiterazione e duplicazione degli oneri imposti.
Il presidente di ANIFORMAR, Eugenio Massolo, e il presidente di
CONFORMAR, Roberto Polisetti, hanno specificato che, nell'interesse
dei loro associati, ma soprattutto a tutela dei lavoratori marittimi
che sono i destinatari del loro servizio formativo/addestrativo, con
questo ricorso vogliono denunciare una imposizione insostenibile e,
a loro avviso, illegittima e un ulteriore appesantimento
burocratico. Nel contempo le due organizzazioni auspicano una
maggiore attenzione politica sull'intero sistema della formazione
marittima che rappresenta, in questa fase di profonda trasformazione
tecnologica del settore, un asse strategico per garantire la
sicurezza della navigazione.
Il TAR per il Lazio ha già fissato l'udienza relativa
alla richiesta urgente di istanza cautelare per il prossimo 3
novembre.
- Via Raffaele Paolucci 17r/19r - 16129 Genova - ITALIA
tel.: 010.2462122, fax: 010.2516768, e-mail
Partita iva: 03532950106
Registrazione Stampa 33/96 Tribunale di Genova
Direttore responsabile Bruno Bellio Vietata la riproduzione, anche parziale, senza l'esplicito consenso dell'editore