
I soci dello UK P&I Club e del TT Club hanno approvato la
fusione dei due assicuratori mutualistici specializzati, il primo
operante in ambito prevalentemente marittimo e il secondo con
riferimento all'intera catena logistica marittima e terrestre. Il
voto è avvenuto in due assemblee generali straordinarie
tenutesi mercoledì e giovedì dopo una consultazione
avviata a settembre.
La fusione entrerà in vigore il 20 febbraio 2027,
subordinata alle autorizzazioni regolatorie, e darà vita ad
un gruppo che copre per lo più armatori e noleggiatori (UK
P&I Club) e operatori di logistica, porti e terminal (TT Club).
Lo UK P&I Club assicura oltre 250 milioni di tonnellate di
stazza, di proprietà e a noleggio, mentre il TT Club copre
l'80% della flotta mondiale di container marittimi e ha interessi
assicurabili in oltre 70 dei primi 100 porti del mondo. Secondo i
due club, il gruppo avrà un premio annuo di circa 750 milioni
di dollari e riserve libere per circa 888 milioni.
L'operazione prevede la creazione di una capogruppo che si
chiamerà United Transport Mutual Limited (UTM) e garantirà
governance, solidità patrimoniale e piattaforme condivise.
Entrambi i club manterranno nome, marchio, posizionamento e comitati
propri, oltre ai team di sottoscrizione, sinistri e assistenza.
Ciascuno continuerà a definire i propri prodotti e la propria
politica assuntiva. Inoltre, lo UK P&I Club resterà
nell'International Group, l'associazione che riunisce i principali
club P&I del mondo.
L'operazione avrà una seconda parte. Lo scorso giugno,
infatti, i due club hanno presentato un'offerta per acquisire Thomas
Miller Holdings, la società che gestisce UK P&I Club e TT
Club e controlla anche altre attività. I soci di Thomas
Miller hanno accettato l'offerta e il completamento
dell'acquisizione è atteso nel quarto trimestre di
quest'anno. UTM sarà anche la società controllante di
Thomas Miller.
I due club hanno motivato l'operazione con l'esigenza di far
fronte ad uno scenario caratterizzato da incertezza geopolitica,
aumento del costo dei sinistri, rapido cambiamento tecnologico e
concorrenza per le competenze specialistiche.