
Il Tribunale dell'Unione Europea ha annullato la revoca del
riconoscimento UE della società di classificazione navale
Russian Maritime Register of Shipping (RMRS), ma ha respinto il
resto del ricorso presentato dall'azienda che è interamente
controllata dallo Stato russo. Restano pertanto in vigore il divieto
di investimenti e il divieto di transazioni. Per i giudici le
sanzioni erano legittime, ma il Consiglio dell'UE poteva sospendere
il riconoscimento invece di revocarlo, e quindi la revoca era
sproporzionata.
Dal 1998 l'RMRS era tra gli organismi riconosciuti dall'UE che
gli Stati membri possono incaricare di ispezioni e certificazioni
per conto proprio. L'11 marzo 2022 la società russa è
stata esclusa dall'associazione internazionale delle società
di classificazione IACS. Con il ricorso la società chiedeva
di annullare quattro misure settoriali della decisione 2014/512 del
Consiglio che ha introdotto misure restrittive nei confronti della
Russia in risposta alle sue azioni volte a destabilizzare la
situazione in Ucraina, e le corrispondenti norme del regolamento
europeo n. 833/2014, nella parte in cui la riguardano e come
prorogate da cinque decisioni tra il 2024 e il 2025.
I giudici hanno stabilito che la revoca del riconoscimento UE
era sproporzionata: sospendere il riconoscimento avrebbe fermato
l'RMRS quanto la revoca, perché gli impedisce di fare
ispezioni e certificazioni riservate agli organismi riconosciuti. Ma
con la revoca, se le sanzioni cadessero, la società dovrebbe
ripartire da una nuova procedura dall'esito incerto, mentre con una
sospensione le autorità potrebbero riutilizzare le
valutazioni già fatte. I rischi per la sicurezza marittima
evocati dal Consiglio e dalla Commissione Europea non sono stati
dimostrati, e se le sanzioni cadessero toccherebbe alla Commissione
verificare che la società rispetti i criteri di sicurezza.
Quanto ai divieti di investimenti e di transazioni, i giudici
hanno ritenuto che non sono manifestamente inadeguati: la società
ha in classe 4.207 navi, di cui 3.772 russe, e le misure possono
ridurre l'influenza dello Stato russo nel settore marittimo. Non
contano la natura non lucrativa o l'assenza di dividendi versati
allo Stato. Esentare le controllate UE aprirebbe all'elusione e non
è stata dimostrata la fattibilità di una distinzione
tra servizi.
La revoca - specifica il provvedimento del Tribunale - resterà
quindi efficace per non più di due mesi e dieci giorni dalla
sentenza.