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TRASPORTI
T&E, l'ETS diventi il motore degli investimenti per gli e-fuel di aerei e navi
Le richieste dell'organizzazione per la revisione del sistema di scambio di quote: più risorse europee, un fondo dedicato e aste a doppio lato
Bruxelles
2 novembre 2026
Transport & Environment (T&E) ribadisce che la revisione
proposta dell'ETS, il sistema di scambio di quote di emissione
dell'UE, non basta a sostenere gli investimenti in combustibili
puliti per i settori del trasporto aereo e del trasporto marittimo,
due comparti che pure contribuiscono in modo rilevante alle entrate
dell'ETS. L'organizzazione non governativa europea, attiva nel campo
dei trasporti sostenibili e della decarbonizzazione del settore dei
trasporti, specifica che, tuttavia, l'ampliamento dell'applicazione
dell'Emissions Trading System a più voli extra-europei e a
navi di dimensioni minori proposto lo scorso luglio dalla
Commissione Europea è un passo nella direzione giusta, anche
se insufficiente
(
del 17
luglio 2026).
In un nuovo briefing pubblicato oggi, Transport &
Environment ricorda che la Commissione propone di vincolare il 50%
delle entrate nazionali dell'ETS a misure di decarbonizzazione nei
settori prioritari. Accogliendo con favore l'inclusione di trasporto
aereo e marittimo tra questi, T&E chiede tuttavia
un'applicazione più rigorosa dell'obbligo di spendere il
resto per scopi climatici ed energetici, con requisiti di
rendicontazione più stringenti. Oggi - sottolinea nel
briefing - molti Stati membri versano i proventi nei bilanci
generali senza destinazione specifica, rendendo difficile tracciarne
l'uso.
Oltre a essere uno strumento di prezzo per chi inquina -
sostiene l'organizzazione - l'ETS può diventare una leva di
politica industriale, purché si preservi il principio “chi
inquina paga”. Per raggiungere gli obiettivi dei regolamenti
europei ReFuelEU Aviation e FuelEU Maritime del pacchetto climatico
Fit for 55 con combustibili davvero verdi e scalabili - osserva T&E
- nel prossimo decennio serve una rapida crescita di produzione e
utilizzo di e-fuel (gli RFNBO, i combustibili rinnovabili di origine
non biologica). L'organizzazione ritiene che il sostegno finanziario
precoce sia cruciale anche per la filiera domestica, l'autonomia
strategica europea e la competitività industriale nelle
tecnologie pulite.
Transport & Environment spiega che c'è
anche un problema di dimensioni, dato che dopo il 2030 la soglia del
50% si applicherà ad un bacino molto più ridotto di
quanto suggeriscano le cifre di partenza. Il 30% dei proventi
confluirebbe infatti nel bilancio UE a lungo termine dal 2028, un
ulteriore 20-25% finanzierebbe i fondi ETS a livello europeo, e la
compensazione dei costi indiretti per le industrie energivore (ICC)
può assorbire il 25% o più delle quote nazionali,
mentre il 50% si applica solo a ciò che resta.
Sul piano europeo - ricorda ancora T&E - la proposta di
revisione dell'ETS rafforza l'architettura dei fondi estendendo il
Fondo per l'innovazione e il Fondo per la modernizzazione oltre il
2030 e introducendo due nuovi strumenti, l'Investment Booster (30
miliardi di euro tra il 2027 e il 2030) e la Industrial
Decarbonisation Bank (IDB) dal 2031. Trasporto aereo e marittimo non
sono però inclusi in questi strumenti e restano dipendenti
dal solo Fondo per l'innovazione, che dopo il 2030 scenderebbe dagli
attuali circa 530 milioni di quote a 200 milioni, pur coprendo una
gamma più ampia di settori. Inoltre - precisa ancora il
briefing - la proposta elimina l'attuale contributo dedicato del
trasporto aereo al Fondo (cinque milioni di quote).
T&E chiede quindi che gli e-fuel per aviazione e shipping
siano esplicitamente inclusi nel perimetro di Investment Booster e
IDB, e che il Fondo per la modernizzazione possa sostenerli negli
Stati membri a reddito più basso.
Sottolineando poi che i soli volumi di finanziamento non bastano
a far partire i progetti per i combustibili sostenibili, T&E
rileva che il nascente mercato degli e-fuel è bloccato da un
classico problema dell'uovo e della gallina: i produttori, spesso
piccoli sviluppatori con capitali limitati, hanno bisogno di
contratti di acquisto decennali per ottenere finanziamenti, mentre
gli acquirenti (compagnie aeree, armatori, fornitori di carburante)
ragionano su cicli di 1-3 anni, temono lo svantaggio del “primo
arrivato” e sono frenati anche dall'incertezza su possibili
passi indietro normativi, come nella revisione di ReFuelEU prevista
entro il primo gennaio 2027. Il risultato è che molte
decisioni finali di investimento restano ferme, mentre concorrenti
come Cina e Stati Uniti guadagnano terreno.
Per risolvere questa situazione di stallo, T&E propone la
creazione di un intermediario di mercato che acquisti carburante dai
produttori con contratti a lungo termine e lo rivenda con contratti
più brevi agli utilizzatori, gestendo aste a doppio lato: i
produttori offrono il prezzo minimo di vendita, gli acquirenti quello
massimo di acquisto, e l'intermediario copre la differenza con il
proprio budget. Secondo T&E, ciò creerebbe pressione
competitiva su entrambi i lati, riducendo il fabbisogno di sussidi e
producendo segnali di prezzo trasparenti. Il briefing ricorda che nel
suo Sustainable Transport Investment Plan la Commissione Europea si è
impegnata a “lavorare per” la creazione di un simile
intermediario per il mercato dei carburanti sostenibili. T&E
specifica che, pur dovendosi concludere la valutazione di fattibilità
entro il 2027, progettazione e finanziamento restano indefiniti. Il
sostegno - sottolinea il briefing - dovrebbe concentrarsi sugli RFNBO
prodotti nell'UE, gli unici carburanti al tempo stesso sostenibili,
scalabili e sovrani.
Per finanziare l'intermediario, T&E
propone un E-fuels Funding Pool da istituire nella direttiva ETS,
alimentato da Investment Booster, IDB ed entrate nazionali, e aperto
anche a contributi dei Fondi per l'innovazione e la modernizzazione,
alle sanzioni nazionali previste da ReFuelEU Aviation e FuelEU
Maritime e a contributi volontari degli Stati membri. Concepito come
meccanismo autonomo, esterno al bilancio UE a lungo termine, per T&E
potrebbe essere creato subito e gestito da un'entità dedicata
o ospitato dalla IDB, diventando pienamente operativo nel 2028 con
finestre per trasporto aereo, trasporto marittimo e livello
nazionale, e garanzie commerciali della BEI.
T&E ricorda poi che la proposta di revisione dell'ETS della
Commissione UE rafforza il meccanismo di quote per i carburanti
sostenibili nell'aviazione (SAF) e ne introduce uno analogo per lo
shipping, lo SMAP (Sustainable Maritime Alternative Propulsion). Per
l'aviazione, alle attuali 20 milioni di quote fino al 2030 se ne
aggiungerebbero 110 milioni. Per il trasporto marittimo, lo SMAP
varrebbe fino a 110 milioni di quote tra il 2028 e il 2040, anche per
tecnologie come propulsione elettrica o assistita dal vento. T&E
chiede di migliorarne il disegno vincolando l'80% dei 110 milioni
delle quote aggiuntive SAF (circa 90 milioni) agli e-SAF e circa il
70% di quelle SMAP (76 milioni) agli RFNBO, di cui 30,5 milioni
prodotti nell'UE, oltre a introdurre o ampliare meccanismi di
prenotazione anticipata per sostenere contratti di acquisto a lungo
termine.
Specificando che questi strumenti, però, agiscono come
sussidio decentralizzato che sostiene la domanda e solo
indirettamente l'offerta, mentre le aste a doppio lato sono un
intervento dall'alto che riduce il rischio su entrambi i fronti, T&E
ritiene che per questo le quote non debbano andare a scapito delle
aste, mentre andrebbe invece valutata la complementarità,
soppesando i vantaggi del cumulo e il rischio di sovracompensazione,
e garantendo che il sostegno complessivo non superi il 100% dei costi
ammissibili.
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