Quotidiano indipendente di economia e politica dei trasporti
13:07 GMT+2
TRASPORTI
EU ETS marittimo, la Commissione Europea accoglie in parte le istanze degli armatori
Nuovo fondo da 110 milioni di quote per i carburanti puliti, deroghe non permanenti ma prorogate al 2035, meccanismo di deduzione IMO e stretta sui porti di trasbordo “elusivi”
Bruxelles
17 luglio 2026
La proposta della Commissione Europea di revisione del sistema
EU ETS di scambio di quote di emissioni dell'Unione Europea,
presentata stamani a Bruxelles, accoglie parte delle richieste del
settore dei trasporti di rettifica del regime, e in particolare
alcune avanzate dalle rappresentanze del comparto
marittimo-portuale.
La proposta prevede innanzitutto, allontanandosi in questo caso
dai desiderata degli armatori e recependo piuttosto le istanze delle
associazioni ambientaliste, di garantire parità di condizioni
attraverso l'estensione dell'ambito di applicazione dell'EU ETS a
determinate categorie di navi di dimensioni minori (navi general
cargo e navi offshore), abbassando la soglia da 5.000 tonnellate di
stazza lorda a 400 tonnellate, includendovi quindi piccole unità
navali che oggi rappresentano circa il 15% delle emissioni delle
navi già nel campo di applicazione della direttiva pur
essendo numericamente molto numerose. L'estensione è prevista
scattare dal primo gennaio 2029 e mira a garantire una maggiore
parità concorrenziale rispetto alle navi di maggiori
dimensioni. La proposta prevede che. al più tardi entro il 31
dicembre 2031, la Commissione debba presentare un rapporto al
Parlamento e al Consiglio dell'UE nel quale valuterà la
fattibilità e l'impatto economico, ambientale e sociale di
un'ulteriore estensione a navi ro-pax e passeggeri sotto le 5.000
tsl.
La proposta prevede anche il rafforzamento degli incentivi per
l'impiego di combustibili navali sostenibili, di tecnologie di
propulsione navale pulita e dell'idrogeno, introduce misure di
semplificazione per le compagnie di navigazione e sostiene i
progressi nel campo della decarbonizzazione nell'ambito
dell'International Maritime Organization al fine di evitare doppi
pagamenti da parte delle compagnie di navigazione, con una specifica
clausola di revisione in caso di accordo IMO sulla decarbonizzazione
dello shipping. Relativamente a quest'ultimo aspetto, la proposta
prevede che, se in ambito IMO verrà adottata una misura
globale per decarbonizzare lo shipping internazionale, la
Commissione presenti entro 18 mesi un rapporto al Parlamento e al
Consiglio valutandone l'ambizione e la coerenza con l'EU ETS al fine
di evitare doppi pagamenti. Il meccanismo operativo previsto è
l'applicazione di un “deduction mechanism” che
permetterebbe alle compagnie di navigazione di restituire un numero
inferiore di quote nella misura in cui le stesse emissioni siano già
tassate a livello IMO, esentando la Commissione dall'accompagnare
obbligatoriamente tale rapporto con una proposta legislativa di
modifica.
Relativamente ai carburanti sostenibili per il trasporto
marittimo, anziché accogliere la richiesta dell'associazione
degli armatori europei ECSA di imporre agli Stati dell'UE di usare
le entrate dell'EU ETS per la decarbonizzazione dello shipping, la
proposta prevede l'istituzione del meccanismo Sustainable Maritime
Alternative Propulsion (SMAP) che riserva 110 milioni di quote di
emissione, dal primo gennaio 2028 (o dal primo anno dopo l'entrata
in vigore della direttiva) e sino al 31 dicembre 2040, da destinare
alle compagnie di navigazione su base trasparente, paritaria e non
discriminatoria. L'obiettivo è di coprire parte del
differenziale di prezzo tra i combustibili fossili convenzionali e i
carburanti marittimi sostenibili, oltre ai costi aggiuntivi per
l'adozione di tecnologie di propulsione a zero emissioni
(propulsione elettrica o eolica assistita).
Quanto alla richiesta proveniente dall'ECSA di rendere
permanenti le deroghe al sistema
(
del 14
luglio 2026), la proposta prevede che le deroghe attuali
dall'obbligo di restituzione delle quote in vigore per le navi
ice-class, per le rotte verso regioni ultraperiferiche e le piccole
isole senza collegamenti regolari con la terraferma e per i servizi
di trasporto passeggeri soggetti a obblighi di servizio pubblico, la
cui scadenza è sinora fissata al 31 dicembre 2030, vengano
estese fino al 31 dicembre 2035 e, quindi, non diventino permanenti.
Inoltre, la proposta include una clausola di revisione in base alla
quale entro il 30 settembre 2033 la Commissione dovrà
valutare se prorogare ulteriormente la deroga sulle navi ice-class,
tenendo conto dei progressi tecnologici disponibili.
Relativamente al rischio di elusione del sistema EU ETS da parte
di portacontainer e navi impegnate in attività offshore, con
l'effettuazione di scali in porti di trasbordo limitrofi
extra-comunitari realizzati per “spezzare” la rotta
marittima riducendo così le emissioni formalmente soggette al
sistema, la proposta conferma la possibilità da parte della
Commissione Europea di aggiornare l'elenco dei porti di trasbordo
limitrofi, che sarà rivisto annualmente invece che ogni due
anni, e a monitorare ulteriormente tale rischio. Inoltre, al fine di
coprire più adeguatamente il range di porti al di fuori
dell'Unione che presentano un elevato potenziale di attrarre
attività di trasbordo a danno dei porti dell'UE e dove il
trasbordo dei container rappresenta la maggior quota del traffico
complessivo dei container, la proposta della Commissione prevede che
il criterio che identifica i porti di transhipment limitrofi passi
da una soglia del 65% del traffico container in transhipment al 50%.
La proposta prevede anche l'esclusione dalla definizione di “porto
di scalo” dei porti dotati delle infrastrutture necessarie per
le attività di trasbordo container che si trovano nelle
immediate vicinanze dell'Unione,vale a dire entro 150 miglia
nautiche da un porto soggetto alla giurisdizione di uno Stato
membro, salvo equivalenza con misure di Paesi terzi. Viene
introdotta anche una definizione più ampia di “porto di
scalo” per includere i siti operativi offshore al fine di
contrastare l'elusione da parte delle navi impegnate in operazioni
offshore.
In attesa delle reazioni alla proposta di revisione dell'EU ETS
presentata oggi dalla Commissione Europea, questa sembra tuttavia
recepire diverse istanze formulate dagli armatori su diversi fronti,
in particolare con l'istituzione del meccanismo SMAP per sostenere
la produzione e distribuzione di carburanti sostenibili e con la
proroga delle deroghe per isole, regioni ultraperiferiche, navi
ice-class, pur non spianando la strada per il raggiungimento dei
traguardi più ambiziosi delineati da ECSA. Le deroghe,
infatti, restano a termine anziché permanenti, la clausola
IMO introduce uno strumento di attenuazione (la deduzione delle
quote) piuttosto che un meccanismo di ritiro automatico dell'EU ETS
in caso di misura globale, e il tema della doppia imposizione con la
fiscalità energetica resta fuori da questo testo.
Quanto alle altre modalità di trasporto, se il trasporto
su strada non viene toccato direttamente da questa proposta essendo
già disciplinato dal sistema separato ETS2 istituito con la
revisione della direttiva del 2023 e destinato a diventare
pienamente operativo nel 2028, per il settore aereo la proposta ha
l'obiettivo di garantire un'efficace tariffazione del carbonio per
la quota di emissioni del trasporto aereo internazionale dell'UE
attraverso l'applicazione del sistema EU ETS ai voli internazionali
in partenza verso destinazioni entro 5.000 chilometri dal centro
dell'UE e a tutti i voli in entrata e in uscita di aeromobili da
lavoro (business aircraft), tramite un elenco che la Commissione
adotterà con atti di esecuzione.
Il World Shipping Council (WSC), l'associazione internazionale
che rappresenta i principali armatori mondiali del settore dei
container, ha sollecitato gli Stati membri ...
- Via Raffaele Paolucci 17r/19r - 16129 Genova - ITALIA
tel.: 010.2462122, fax: 010.2516768, e-mail
Partita iva: 03532950106
Registrazione Stampa 33/96 Tribunale di Genova
Direttore responsabile Bruno Bellio Vietata la riproduzione, anche parziale, senza l'esplicito consenso dell'editore