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TRASPORTO MARITTIMO
Gli armatori europei chiedono deroghe permanenti all'EU ETS marittimo dopo il 2030
Esenzioni per i collegamenti con isole e regioni ultraperiferiche, per le navi di classe polare, per gli obblighi di servizio pubblico transnazionali e per le attività di ricerca e soccorso
Bruxelles
14 luglio 2026
Gli armatori europei chiedono che, nell'ambito della revisione
dell'ETS (Emissions Trading System), il sistema di scambio di quote
di emissioni dell'UE che è applicato al settore marittimo
dall'inizio del 2024, le deroghe già previste, oggi in vigore
solo fino al 31 dicembre 2030, diventino strutturali e permanenti
relativamente a cinque aree di intervento, ovvero per le isole, le
regioni ultraperiferiche, le navi di classe polare, per gli obblighi
di servizio pubblico transnazionali e per le attività di
ricerca e soccorso, al fine di salvaguardare la competitività
del trasporto marittimo europeo e la connettività delle
economie locali. Per European Shipowners - ECSA, le deroghe previste
dal sistema ETS dell'UE, inoltre, dovrebbero essere applicate
automaticamente e non essere più subordinate alla scelta
discrezionale dei singoli Stati membri, ma diventare obbligatorie e
automatiche in tutta l'Unione al momento del recepimento della
direttiva nelle legislazioni nazionali.
Inoltre, ECSA raccomanda l'introduzione di miglioramenti per
rendere le deroghe adeguate allo scopo. In particolare, secondo
l'associazione, per le isole la deroga dovrebbe essere estesa a
tutte le isole dell'UE, comprese quelle con più di 200.000
residenti permanenti e gli Stati insulari, e per il trasporto sia di
passeggeri che di merci. Oggi la deroga copre le rotte tra i porti
di uno Stato membro e le proprie isole, ma solo per le navi
passeggeri (escluse le navi da crociera) e i traghetti ro-pax, e
solo per le isole con meno di 200.000 residenti permanenti prive di
collegamenti stradali o ferroviari con la terraferma. ECSA ritiene
che questa soglia demografica sia arbitraria e non rifletta il reale
grado di isolamento energetico e dei trasporti, e propone quindi di
estendere la deroga a tutte le isole dell'UE e a tutte le tipologie
di nave, passeggeri e merci. Il documento propone inoltre di
includere Ceuta e Melilla, città autonome spagnole prive di
collegamenti terrestri con la Spagna continentale, allineandosi così
a quanto già previsto dal regolamento europeo FuelEU
Maritime, applicato al settore marittimo dal 2025.
Secondo ECSA, poi, la deroga dovrebbe coprire tutti i viaggi da,
verso e tra le regioni ultraperiferiche e tutti gli Stati membri
dell'UE, e, in alcuni casi, i viaggi per i Paesi e territori
d'oltremare che condividono le stesse criticità di lontananza
geografica. Ciò - evidenzia l'associazione - è
essenziale per garantire la basilare connettività per merci e
passeggeri verso queste regioni, mantenendo condizioni di parità
e sostenendo la coesione territoriale.
Relativamente alle navi di classe polare, l'associazione rileva
che, non essendo le maggiori emissioni di queste navi una scelta
commerciale riflettendo piuttosto requisiti di sicurezza e di
navigazione in condizioni invernali particolarmente rigide, la
deroga al sistema EU ETS dovrebbe essere resa permanente e allineata
alla disposizione equivalente prevista dal regolamento FuelEU
Maritime, che copre la navigazione in presenza di ghiaccio. Oggi, e
fino al 2030, queste navi possono cedere il 5% in meno di quote
rispetto alle emissioni verificate.
L'associazione osserva che dovrebbe essere mantenuta anche la
deroga per gli obblighi di servizio pubblico transnazionali, che
oggi esenta le navi passeggeri e i traghetti ro-pax operanti su
rotte transnazionali di servizio pubblico tra Stati membri privi di
confine terrestre e che dovrebbe - ad avviso dell'ECSA - diventare
permanente e automatica, allineandosi al trattamento già
riservato dagli obblighi di servizio pubblico nazionali nell'ambito
di FuelEU Maritime.
Infine, ECSA chiede una deroga specifica per le operazioni di
search and rescue (SAR), sostenendo che le navi impegnate in tali
attività agiscono nell'ambito di un obbligo legale vincolante
e non di una normale attività commerciale, e non dovrebbero
quindi essere tenute a restituire quote di emissione per le
emissioni direttamente collegate a queste operazioni.
La presentazione della revisione dell'EU ETS da parte della
Commissione Europea è attesa per venerdì prossimo.
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