 Nel primo semestre del 2026 i ricavi del gruppo Fincantieri sono
ammontati a 4,58 miliardi di euro, valore analogo a quello dello
stesso periodo del 2025, di cui 3,16 miliardi di ricavi nel settore
delle costruzioni navali (-5,9%) - inclusi 2,44 miliardi nel
segmento delle navi da crociera (+14,5%), 687 milioni in quello
delle navi militari (-42,0%) e 31 milioni nel segmento degli interni
navali (-24,4%) -, 792 milioni di ricavi nel settore Offshore e navi
speciali (+23,2%), 720 milioni in quello dei Sistemi, componenti e
infrastrutture (+8,9%) e 356 milioni di ricavi nel settore
Underwater (+29,9%).
Relativamente alla crescita dei ricavi nel settore delle navi da
crociera, Fincantieri ha spiegato che riflette l'evoluzione positiva
dei prezzi, con ricavi che aumentano più che
proporzionalmente rispetto ai volumi di produzione (+14,5% rispetto
al primo semestre 2025), mentre il settore della Difesa, nel
confronto con il periodo comparabile, sconta la presenza del
beneficio one-off dell'ordine per l'Indonesia nel primo semestre
2025 e la ridefinizione del programma Constellation sui ricavi 2026
(
del 26
novembre 2025), oltre al rinvio dell'acquisizione di alcuni
progetti nel settore della difesa, peraltro - ha precisato l'azienda
- ormai prossimi alla firma.
Il valore del margine operativo lordo semestrale è
risultato di 350 milioni di euro (+12,5%), con un apporto di 236
milioni dal segmento Shipbuilding (+8,3%), di 40 milioni da quello
Offshore e navi speciali (+25,0%), di 47 milioni dal segmento
Sistemi, componenti e infrastrutture (+2,2%) e di 60 milioni da
quello Underwater (+27,7%). L'utile operativo è stato di 207
milioni (+32,7%) e l'utile netto di 102 milioni di euro (+191,4%).
Il valore dei nuovo ordini acquisiti dal gruppo navalmeccanico
italiano nella prima metà del 2026 ha registrato un netto
calo del -58,5% essendo stato pari a 6,12 miliardi di euro,
flessione che è stata generata dalla riduzione del -67,8% del
valore dei nuovi ordini nel segmento delle costruzioni navali
attestatosi a 4,51 miliardi, mentre è cresciuto il valore
delle nuove commesse nei settori Offshore e navi speciali (902
milioni, +181,0%), Sistemi, componenti e infrastrutture (839
milioni, +60,7%) e Underwater (+7,1%). Fincantieri ha precisato che
nel cumulo del valore semestrale dei nuovi ordini, principalmente
relativi a contratti firmati in periodi precedenti e divenuti
efficaci, non sono compresi importanti nuovi contratti firmati nel
corso dei primi sei mesi del 2026 e non ancora efficaci, per un
valore - ha specificato l'azienda - largamente superiore al target
annuale di circa euro 11 miliardi previsto dal piano industriale
2026-2030.
Il valore dei nuovi ordini relativi al solo secondo trimestre
del 2026 risulta pari a 2,73 miliardi di euro, con una diminuzione
del -9,9% sul corrispondente periodo dello scorso anno, di cui 1,36
miliardi nel segmento Shipbuilding (-45,5%), 880 milioni in quello
Offshore e navi speciali (+301,8%), 577 milioni in quello Sistemi,
componenti e infrastrutture (+61,2%) e 76 milioni nel segmento
Underwater (-9,5%).
Nel periodo aprile-giugno di quest'anno il totale dei ricavi è
stato di oltre 2,44 miliardi di euro (+11,1%), con un apporto di
1,62 miliardi dal settore delle costruzioni navali (+6,1%) - inclusi
1,22 miliardi dal segmento delle navi da crociera (+12,4%), 390
milioni da quello delle navi militari (-5,8%) e 12 milioni dal
segmento Ship interiors (-55,6%) -, di 432 milioni dal settore
Offshore e navi speciali (+33,3%), di 411 milioni dal settore
Sistemi, componenti e infrastrutture (-12,9%) e di 221 milioni da
quello Underwater (+19,4%). Il valore del margine operativo lordo
trimestrale è risultato pari a 191 milioni (+21,7%).
Intanto, il consiglio di amministrazione del gruppo ha approvato
il progetto di fusione per incorporazione in Fincantieri di Bacini
di Palermo Spa, la società il cui capitale è
interamente posseduto da Fincantieri che opera nel settore della
navalmeccanica e, in particolare, degli impianti e gestione di
bacini di carenaggio nel porto di Palermo.
|