
La maltese Association of Tractor and Trailer Operators (ATTO)
ha denunciato che le norme dell'UE sulla decarbonizzazione del
settore marittimo determinano un incremento significativo del costo
dei trasporti marittimi tra Malta e l'Europa continentale.
L'associazione ha spiegato che da ieri, ad esempio, sono in vigore
sulla rotta Malta-Genova nuove tariffe per il supplemento che
combina il sistema di scambio di quote di emissioni dell'UE (ETS),
il regolamento europeo FuelEU Maritime e il coefficiente di
variazione del costo del combustibile Bunker Adjustment Factor
(BAF), e ciò può avere un impatto complessivo sul
settore che potrebbe raggiungere circa 35 milioni di euro all'anno.
L'ETS che obbliga le navi sopra una certa capacità di carico
che toccano porti dell'UE ad acquistare quote di emissione di CO2,
con le voci FuelEU che coprono in genere i costi di conformità
agli obiettivi ambientali del settore e con il BAF che è
applicato per compensare le oscillazioni del prezzo del carburante.
ATTO ha specificato che ciò determina un rincaro del
supplemento per un rimorchio in viaggio tra Genova e Malta, che
passa da 35 a 39 euro per metro lineare, pari a 530,40 euro per
rimorchio a tratta. La stessa cifra vale per il ritorno, per cui
un'andata e ritorno Genova-Malta-Genova comporta 1.060,80 euro di
soli supplementi. Tali tariffe resteranno in vigore fino al prossimo
31 dicembre e saranno poi riviste ogni trimestre.
Secondo ATTO, ogni anno tra Malta e i porti italiani,
soprattutto Genova, viaggiano oltre 55.000 rimorchi. Applicando le
nuove tariffe, l'associazione stima un costo aggiuntivo per
l'economia maltese di circa 35 milioni di euro l'anno.
L'associazione ha evidenziato che si tratta di un forte aumento
rispetto alla stima di dicembre 2025, quando ATTO aveva quantificato
in circa 16,5 milioni annui il solo effetto dei supplementi ETS. Le
tariffe - ha precisato ATTO - sono valide a livello europeo e
riguardano tutti i collegamenti con Malta.
Il presidente dell'associazione, Joseph Bugeja, ha definito gli
aumenti un onere che la politica dell'Unione Europea impone a tutti
i cittadini maltesi semplicemente perché Malta è
un'isola, ed è destinato ad avere ripercussioni sulle imprese
e, alla fine, su tutti i consumatori maltesi. Sottolineando che, a
differenza della maggior parte dei Paesi dell'Europa continentale,
le imprese maltesi non hanno alternative, Bugeja ha esortato le
autorità maltesi a contestare una politica pensata per
l'Europa nel suo insieme e applicata ad un'economia insulare senza
tenere adeguatamente conto dello svantaggio geografico.