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PORTI
Il porto di Anversa-Bruges torna a crescere nel terzo trimestre, con un +2,5% dopo due trimestri in calo
Container, ro-ro e rinfuse secche trainano la ripresa, mentre acciaio e prodotti energetici restano in difficoltà
Anversa
20 ottobre 2026
Il terzo trimestre del 2026 è il primo, quest'anno, che
il sistema portuale di Anversa-Bruges ha chiuso in crescita sullo
stesso periodo dello scorso anno. Tra luglio e settembre sono state
movimentate circa 67 milioni di tonnellate di merci, con un rialzo
del +2,5% sul corrispondente periodo del 2025. Nel primo trimestre
di quest'anno la variazione percentuale era stata del -3,1% e nel
secondo del -1,7%. Il risultato del primo trimestre, tuttavia, non è
bastato a cancellare il ritardo accumulato, e nei primi nove mesi il
traffico totale è di 200,9 milioni di tonnellate, in calo del
-0,8% rispetto al periodo gennaio-settembre del 2025.
Nel terzo trimestre del 2026 la spinta più forte alla
ripresa è venuta dai contenitori, con il porto che ha
movimentato circa 3,6 milioni di teu (+5,7%). Si tratta del miglior
trimestre dal quarto trimestre del 2020. In peso le merci
containerizzate sono state circa 38,6 milioni di tonnellate (+5,8%).
L'ente portuale belga ha specificato che l'inizio del terzo
trimestre non è stato facile: a metà luglio un
container danneggiato con acido fluoridrico ha bloccato le
operazioni nel Deurganck Dock, evento che si è aggiunto ad
una prima metà dell'anno già segnata da maltempo,
scioperi e uno sversamento di petrolio nello stesso bacino.
Dall'inizio di agosto, tuttavia, la tendenza si è invertita e
il recupero ha portato il bilancio dei primi nove mesi del 2026 in
positivo, con 10,4 milioni di teu movimentati (+1,2%), anche se in
peso i container sono restati del -0,6% sotto il 2025 essendosi
attestati a 112,8 milioni di tonnellate. La crescita è stata
trainata dai vuoti (+11,7% in teu nei primi nove mesi), mentre i
pieni sono calati del -1,3%. Inoltre, le importazioni
containerizzate sono aumentate, mentre le esportazioni sono rimaste
sotto pressione, con uno squilibrio che costringe a riposizionare
molti contenitori vuoti, soprattutto verso l'Asia.
Il segno più è ancora più netto sulle
rinfuse secche. Nel terzo trimestre i volumi sono saliti di circa il
+35%, grazie ad un +47% delle merci in arrivo. Pesano - ha precisato
l'ente portuale - i nuovi flussi di minerale di ferro da Liberia,
Canada e Venezuela, oltre alla colza (+80%). Su nove mesi il
comparto è cresciuto del +13% salendo a 11,4 milioni di
tonnellate. Tuttavia i fertilizzanti, che sono la principale
categoria, hanno perso il -1,1%.
Nel segmento dei carichi ro-ro, nel terzo trimestre ne sono
stati movimentati circa 5,5 milioni di tonnellate (+5,9%) e nei nove
mesi 16,5 milioni (+5,5%). Le auto transitate nel trimestre sono
state circa 870mila (+7,6%) e nei nove mesi le auto nuove sono state
2,56 milioni (+9,3%), con le importazioni in aumento del +13,7%
grazie a Cina (+38,1%) e Giappone (+10%). Inoltre, sono cresciuti i
collegamenti con Irlanda (+9,1%) e Scandinavia (+25,9%), mentre sono
calati quelli con il Regno Unito (-4%) e con la penisola iberica
(-25,1%).
Invece, il traffico delle merci convenzionali ha perso quasi il
-27% nel terzo trimestre, e la flessione è salita al -16,6%
sui nove mesi (6,2 milioni di tonnellate). Il peso maggiore è
quello di ferro e acciaio, pari ad oltre il 70% del comparto, con un
-30,1% nel trimestre e un -17,5% nei nove mesi. In particolare, le
importazioni di acciaio sono crollate del -43,8% nel terzo
trimestre. L'authority portuale ha ricordato che dallo scorso primo
luglio le quote di salvaguardia europee sono state ridotte
ulteriormente e le importazioni oltre soglia pagano un dazio del
50%. Dall'inizio dell'anno l'acciaio rientra anche nel CBAM, il
meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere. Contano poi
la domanda debole, i costi energetici e la sovracapacità
globale. Le esportazioni verso gli Stati Uniti hanno perso il
-22,7%. L'ente ha specificato che vanno bene frutta e verdura
(+7,6%), mentre il legname è calato del -39,8%.
Il trimestre è risultato debole anche per le rinfuse liquide,
con circa 16,5 milioni di tonnellate (-6,3%). Il calo è di
-3,4% sui nove mesi, a 54 milioni di tonnellate. Pesa soprattutto il
conflitto in Medio Oriente: dal mese di marzo non arriva più
gas naturale liquefatto dal Qatar e da metà maggio si sono
fermate le forniture di diesel dalla regione. Le consegne di GNL a
Zeebrugge sono scese del -52,1% nel trimestre, mentre quelle dagli
Stati Uniti, dirottate verso l'Asia, sono crollate del -79,2%. Nei
nove mesi i traffici di diesel (-28,8%) e cherosene (-39,9%) sono
diminuiti significativamente, mentre quelli di nafta (+19,3%) e olio
combustibile (+42,1%) sono aumentati.
Quanto al traffico crocieristico, nei nove mesi il sistema
portuale belga ha accolto 136 navi da crociera, con 342.441
passeggeri (-13,3%).
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