 I porti italiani sono in profonda evoluzione per effetto della
digitalizzazione e della transizione green, ma la filiera portuale e
logistica deve fare i conti con difficoltà nel reperimento
delle competenze. Inoltre, il settore ha una forza lavoro quasi solo
maschile (l'86% degli occupati è composto da uomini), con
livelli di istruzione medio-bassi (quattro su dieci hanno la licenza
media) e un'età media avanzata: un terzo di lavoratori ha tra
i 45 e 54 anni e appena uno su cinque meno di 35. È questa la
fotografia, non proprio confortante, del settore portuale nazionale
che emerge dalla ricerca “Il capitale umano nel settore
portuale italiano: struttura, demografia e fabbisogni di competenze
per il futuro” di Randstad Research, il centro di ricerca del
gruppo Randstad. La ricerca è stata presentata oggi a Napoli
nell'ambito di Blue Connect, l'iniziativa ideata da Clickutility
Team e realizzata con il supporto di Randstad Italia, per mettere in
collegamento i professionisti della blue economy con gli studenti,
organizzata durante la Naples Shipping Week 2026.
La ricerca evidenzia che alla necessità di ricambio
generazionale si accompagna quella di adeguati skill per ricoprire
ruoli in costante evoluzione, ma le aziende hanno forti difficoltà
nel reperire del personale, sia tra le figure tecniche specializzate
che tra gli operatori dei mezzi di trasporto. «Per affrontare
la carenza di competenze nel settore portuale - ha rilevato Antonio
Lampugnani, associate director di Randstad Operational Intempo, in
occasione della presentazione odierna - serve un intervento
strutturale su più fronti. Bisogna investire nella
formazione, sia per rafforzare il collegamento tra imprese, scuole e
università con percorsi sempre più aderenti alle
esigenze del mercato del lavoro, sia per aggiornare le competenze di
chi già opera nel settore. Occorre rendere le professioni
portuali più attrattive per i giovani e favorire una maggiore
partecipazione femminile, superando l'immagine di un comparto legato
esclusivamente a mansioni tradizionali e fisiche. Il futuro dei
porti italiani non dipenderà soltanto dagli investimenti in
infrastrutture e tecnologie, ma anche dalla capacità di
formare, attrarre e valorizzare le persone che dovranno gestirle».
L'indagine ha analizzato il capitale umano e le dinamiche del
mercato del lavoro basandosi su 13 profili chiave emersi dalla
mappatura del settore: comandanti e ufficiali di bordo, tecnici
dell'organizzazione del traffico portuale, spedizionieri e tecnici
della distribuzione, addetti alla gestione dei magazzini, addetti
alla gestione amministrativa dei trasporti merci, vigili del fuoco,
conduttori di mezzi pesanti e camion, conduttori di carrelli
elevatori, marinai di coperta, conduttori di caldaie, conduttori di
barche e battelli a motore, facchini, addetti allo spostamento
merci.
L'indagine di Randstad Research ha analizzato la struttura
demografica degli occupati, basandosi sull'analisi dei dati Istat
relativi al bacino complessivo dei 13 profili in esame (pari a 1,07
milioni di lavoratori). Sotto il profilo del genere, il settore è
caratterizzato da un profondo squilibrio strutturale: l'85,9% della
forza lavoro è composto da uomini, solo 14,1% da donne. Dal
punto di vista della scolarizzazione, quasi metà degli
occupati (il 49,4%) è in possesso di un diploma di scuola
secondaria superiore, il 41,4% possiede al massimo la licenza media
o ha assolto l'obbligo scolastico. I laureati sono solo il 9,2%
degli occupati.
L'età media è avanzata: la fascia anagrafica più
consistente è quella compresa tra i 45 e i 54 anni, che
assorbe il 32,6% del totale, mentre quella tra i 35 e i 44 anni il
23,1% e quella tra i 55 e i 64 anni il 21%. I giovani con meno di 35
anni costituiscono complessivamente solo il 21,4% degli occupati.
L'86,9% della forza lavoro è italiana; gli stranieri sono il
13,1%, di cui l'8,5% cittadini extra-UE. La distribuzione geografica
vede una netta concentrazione delle figure nel Settentrione: il
Nord-Ovest assorbe il 31,4% e il Nord-Est il 25,5%, seguiti dal
Centro (19,3%), dal Sud (16,8%) e dalle Isole (7%).
L'analisi basata sulle previsioni di reclutamento del Sistema
Informativo Excelsior delle 13 professioni fa emergere con chiarezza
che il mercato del lavoro legato alle attività portuali e
alla logistica annessa è segnato da criticità di
reperimento accentuate, che colpiscono sia le figure tecniche ad
elevata specializzazione che gli operatori dei mezzi di trasporto.
Il dato più emblematico riguarda i tecnici
dell'organizzazione del traffico portuale, per i quali si registra
un tasso di difficoltà di reperimento pari al 100% delle
previsioni occupazionali. Ma difficoltà di assunzione alte si
riscontrano anche per i vigili del fuoco (62,5% di difficoltà)
e spedizionieri e tecnici della distribuzione (60,9%), per i quali
esiste una cronica carenza di profili con competenze integrate in
ambito digitale, doganale e negoziale.
La carenza è confermata per ingegneri industriali e
gestionali, per i quali quasi il 60% delle entrate previste è
di difficile reperimento, principalmente per l'inadeguatezza della
preparazione dei candidati o per la loro scarsità numerica. I
conduttori di mezzi pesanti e camion sono la professione con il
volume d'entrata più elevato (oltre 232mila assunzioni
previste), ma la difficoltà di reperimento supera il 56,7%.
Un fenomeno analogo si osserva nelle professioni strettamente
marittime e nautiche: i conduttori di barche e battelli a motore
mostrano un tasso di difficoltà del 50,5%, i conduttori di
carrelli elevatori del 45,4%, i marinai di coperta del 44,5% e i
comandanti e ufficiali di bordo del 36,7%.
Al contrario, la difficoltà di reperimento è più
contenuta per i profili operativi d'ufficio e per la manodopera
generica di magazzino. Per gli addetti alla gestione amministrativa
dei trasporti merci e gli addetti alla gestione dei magazzini, la
difficoltà di reperimento si ferma poco sotto il 28% e si
riduce ulteriormente per i facchini e addetti allo spostamento
merci, figura centrale del sistema logistico e portuale, che con un
tasso del 23,2% risultano la figura professionale meno complessa da
reclutare tra le 13 mappate.
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