 Nel primo semestre 2026 i sei scali del sistema portuale del
Mare Adriatico Meridionale hanno movimentato 7,48 milioni di
tonnellate di merci, con un calo del -8,3% rispetto ai primi sei
mesi dello scorso anno generato dalla riduzione dei volumi
movimentati nei porti di Bari e Brindisi, che da soli valgono l'86%
del traffico complessivo, con il primo che ha perso 502mila
tonnellate e il secondo 278mila. A parziale compensazione l'aumento
dei volumi registrato nei porti di Manfredonia (+88mila tonnellate),
Barletta (+49mila) e Termoli (+1mila), mentre Monopoli ha ceduto
altre 35mila tonnellate.
Per categoria merceologica, a pesare è soprattutto la
flessione delle rinfuse liquide (769mila tonnellate, -19,4%) e delle
rinfuse solide (1,98 milioni di tonnellate, -11,3%). Le merci varie,
che con 4,73 milioni di tonnellate valgono quasi due terzi del
totale, hanno segnato una diminuzione meno marcata del -4,8% grazie
anche alla tenuta dei contenitori (+6,6% in tonnellate).
Bari, il primo scalo del sistema, ha chiuso il primo semestre
del 2026 con un totale di 3,75 milioni di tonnellate (-11,8%). La
flessione è dipesa soprattutto dalle rinfuse solide, scese
del 24,1% a 1,05 milioni di tonnellate: i cereali, la voce
principale, sono passati da 1,31 a 1,01 milioni (-23,0%), mentre i
prodotti chimici solidi hanno ceduto il -39,2%. Le merci varie sono
diminuite del -5,9% a 2,70 milioni di tonnellate, trascinate in
basso dai rotabili (2,29 milioni di tonnellate, -7,7%). Tiene invece
il traffico dei contenitori con 401mila tonnellate (+6,6%) e 45.207
teu movimentati (+18,8% grazie all'aumento di quelli vuoti saliti
del +67,2% a 15.674 unità, mentre quelli pieni sono stati
29.533 teu, +3,0%).
Nel periodo gennaio-giugno del 2026 la
ripresa dei traffici nel porto di Brindisi prevista dall'Autorità
di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale già a
partire da quest'anno non si è materializzata, e nel periodo
il porto si è fermato a 2,68 milioni di tonnellate (-9,4%).
Tre quarti del calo dipendono dalle rinfuse liquide, scese del
-35,8% a 378mila tonnellate. Le rinfuse solide, al contrario, sono
cresciute del +4,5% a 359mila tonnellate. Il core business del
porto, quello dei traffici ro-ro, ha totalizzato 1,94 milioni di
tonnellate, il 72% del totale, con un calo del -3,6% in peso ma con
più mezzi imbarcati e sbarcati (68.335 unità, +4,5%).
Tra gli altri scali del sistema, nella prima metà di
quest'anno il porto di Manfredonia è quello cresciuto di più
con 347mila tonnellate movimentate (+34,2%). A seguire il porto di
Barletta con 457mila tonnellate (+12,1%) e il porto di Termoli con
54mila tonnellate (+2,6%). Il porto di Monopoli, con 193mila
tonnellate movimentate, ha accusato una flessione del -15,5%.
Quanto al traffico dei passeggeri, nel primo semestre del 2026
nell'intero sistema dell'Adriatico meridionale quelli dei traghetti
sono stati 543mila (-1,7%). La riduzione si è concentrata a
Brindisi (180mila pax, -6,3%), mentre Bari tiene (301mila pax,
-1,1%) e Termoli cresce (63mila pax, +10,3%). Le crociere, che negli
ultimi anni erano state il comparto più dinamico, hanno
chiuso il semestre con 229mila passeggeri (-7,2%). A pesare è
Bari, dove i crocieristi sono calati del -11,5% a 184mila unità,
con i transiti in calo del -16,5% e gli imbarchi e sbarchi del
-7,0%. Fa da contrappeso Brindisi con 44mila crocieristi (+15,2%) e
home port più che triplicato.
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