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TRASPORTO MARITTIMO
Sicurezza in mare, ETS, bandiera e lavoro al centro della relazione del presidente di Confitarma
Zanetti chiede un'alleanza europea per la libertà di navigazione, un patto nazionale per la transizione e meno burocrazia per la bandiera italiana
Roma
27 ottobre 2026
Sono attualmente quattro le priorità per l'armamento
italiano: sicurezza della navigazione, transizione energetica,
competitività dell'armamento, lavoro e formazione. Le ha
indicate oggi a Roma il presidente della Confederazione Italiana
Armatori (Confitarma), Mario Zanetti, nel corso dell'assemblea
dell'organizzazione che ha celebrato i centoventicinque anni dalla
sua fondazione, avvenuta nel 1901. All'evento ha partecipato il
presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
La prima priorità segnalata da Zanetti riguarda la
sicurezza di chi lavora in mare, messa a rischio dai conflitti e
dalle tensioni in atto nel Mar Nero, nel Mar Rosso e nello Stretto
di Hormuz, oltre alla recrudescenza della pirateria nel Corno
d'Africa e nel Golfo di Guinea. Il presidente di Confitarma ha
denunciato che non possono essere tollerati attacchi a navi ed
equipaggi, né limitazioni arbitrarie o pedaggi negli stretti
internazionali ed ha quindi chiesto al governo di promuovere in
Europa un'alleanza per la sicurezza e la libertà di
navigazione, con una presenza più coordinata delle Marine
militari europee, mezzi adeguati e continuità operativa.
La seconda priorità è la transizione energetica, da
realizzare tenendo insieme obiettivi ambientali e capacità di
investimento delle imprese. Per Confitarma la proposta europea di
revisione dell'ETS, il sistema di scambio di quote di emissioni
dell'Unione Europea, resta insufficiente sul piano della
competitività. L'associazione chiede regole condivise, senza
sovrapposizioni, e un percorso chiaro per superare il prelievo
europeo sulle emissioni delle navi quando sarà adottato un
sistema globale equivalente in sede IMO, per evitare una doppia
tassazione. Secondo le stime di Confitarma, l'ETS costerà
all'armamento europeo oltre 16 miliardi di euro nel triennio
2024-2026 e circa dieci miliardi l'anno dal 2027, mentre al settore
tornerà solo il 10% di queste risorse tra il 2030 e il 2040.
Zanetti ha sollecitato la Commissione Europea a prevedere risorse
adeguate per la decarbonizzazione e il governo italiano a
reinvestire stabilmente i proventi dell'ETS nel settore marittimo.
Sul fronte delle tecnologie per la decarbonizzazione dello
shipping, Zanetti ha invitato a non restringere le opzioni:
biocarburanti, metanolo, ammoniaca, idrogeno, elettrico e, nel lungo
periodo, anche il nucleare. A tale riguardo, ha proposto un patto
nazionale per la transizione energetica marittima, che riunisca
istituzioni, armatori, produttori di energia, industria motoristica
e cantieristica, e un nuovo credito navale verde, sul modello degli
anni Ottanta.
Zanetti ha segnalato anche un rischio di
arretramento sul trasferimento modale, ed ha ricordato che, secondo
il centro studi Blue Horizons di Confitarma, nel biennio 2024-2025
circa 70mila Tir hanno scelto il tutto strada, percorrendo oltre 82
milioni di chilometri evitabili.
La terza priorità è la competitività
dell'armamento italiano. Zanetti ha ricordato che nell'ultimo
decennio il tonnellaggio di bandiera si è ridotto di circa il
30% e che oggi meno del 60% del tonnellaggio controllato dagli
armatori italiani batte bandiera italiana. A pesare - ha spiegato -
è anche la recente estensione dei benefici fiscali e
previdenziali alle navi di altre bandiere europee. Evidenziando che,
secondo le stime di Confitarma, la burocrazia della bandiera
italiana può costare fino a 400mila euro l'anno per nave,
Zanetti ha sottolineato che Registro Internazionale e Tonnage Tax
restano strumenti imprescindibili ma non sono più sufficienti
da soli. Il presidente di Confitarma ha rilevato che un primo
risultato è arrivato dalle norme sulle semplificazioni del
2025 e sulla valorizzazione della risorsa mare del 2026, che hanno
recepito diverse proposte dell'associazione, e del nuovo Piano del
Mare 2026-2028, ed ha giudicato strategico il rinnovo fino al 2033
di Registro Internazionale e Tonnage Tax, chiedendo regole chiare
anche sulle attività che possono beneficiarne. Ha inoltre
sollecitato il superamento della frammentazione amministrativa, la
conclusione dell'aggiornamento dell'ordinamento di sanità
marittima e certezza e uniformità di applicazione nei
rapporti con l'Agenzia delle Entrate.
La quarta priorità
riguarda le persone. Zanetti ha richiamato il dialogo con le
organizzazioni sindacali, alla base del rinnovo in corso del
contratto collettivo nazionale di lavoro, e il ruolo della Maritime
Labour Convention del 2006, di cui ricorrono i vent'anni. Ha chiesto
un quadro normativo che valorizzi l'autonomia collettiva e dia
certezza a imprese e lavoratori, nel rispetto delle competenze delle
istituzioni e dell'autonomia della magistratura. Per i giovani,
Confitarma punta su professioni del mare più accessibili e
attrattive, superando norme «a volte anacronistiche» e
rafforzando la collaborazione con istituti nautici, ITS e
università. Transizione energetica e intelligenza artificiale
- ha aggiunto - richiedono nuove competenze e formazione
continua.
Zanetti si è soffermato anche sulla riforma
in corso delle norme per il settore portuale, specificando che
Confitarma sostiene tre priorità: una regia nazionale
pienamente pubblica, con competenze chiare rispetto alle Autorità
di Sistema Portuale; nessun nuovo onere per imprese e traffici; una
rappresentanza effettiva dell'armamento nazionale nella governance
dei porti. «Sono le esigenze delle navi e dei traffici - ha
sottolineato - a dover orientare le scelte infrastrutturali, non il
contrario».
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