 Il 2027 sarà nuovamente un anno record per la
crocieristica italiana. Secondo il rapporto Italian Cruise Watch di
Risposte Turismo, presentato oggi all'apertura della tredicesima
edizione dell'Italian Cruise Day a Livorno, il prossimo anno i porti
del Paese accoglieranno circa 16 milioni di crocieristi, con una
crescita del +4% rispetto alle stime di chiusura del 2026 di 15,4
milioni di passeggeri. Nel 2027 gli scali di navi da crociera nei
porti italiani saliranno a 6.375, con un +5% sui 6.070 previsti nel
2026.
Il dato si inserisce in una crescita che dura da anni.
Dopo il crollo del 2020 (0,64 milioni di passeggeri) e del 2021
(2,59 milioni) determinato principalmente dalla diffusione mondiale
della pandemia di Covid-19, il traffico è tornato sopra i
livelli pre-crisi già nel 2023, con 13,8 milioni contro i
12,27 del 2019. Poi 14,23 milioni nel 2024 e 14,74 nel 2025.
Secondo Risposte Turismo, nel 2027 Civitavecchia resterà
il primo porto crocieristico del Paese con 3,8 milioni di passeggeri
(+2,7%) e 990 scali (+2,5%). Seguiranno Napoli, con 1,95 milioni di
passeggeri (+11,4%), e Genova, con circa 1,6 milioni, stabile sul
2026 ma con un lieve calo degli scali (311, -1,3%). Palermo sarà
quarta con 1,2 milioni di passeggeri (+19,8%) e vedrà
crescere di un terzo gli approdi di navi da crociera (364, +32,8%).
La Spezia chiuderà la top five con 845mila passeggeri
(+12,6%). Tra gli altri porti con un consistente traffico
crocieristico, la crescita più accentuata sarà quella
di Salerno (530mila passeggeri, +31,7%). Tra i più piccoli,
Taranto vedrà crescere i passeggeri del +14,8% (123mila) e
Catania, con 375mila passeggeri, del +29,6%.
Nel 2027 nove scali portuali dovrebbero toccare il loro massimo
storico di traffico delle crociere: oltre a Civitavecchia, Napoli,
Palermo e La Spezia, anche Messina (818mila passeggeri, +4,1%),
Salerno, Catania, Portofino (105mila, +5,0%) e Alghero (40mila,
+67,0%). Non tutti, però, cresceranno. Cagliari sarà
il caso più evidente, con un calo del -21,6% dei passeggeri
(486mila), ma solo del -5,4% degli scali. Freneranno anche Ravenna
(-5,9% dei passeggeri, ma scali +8,3%) e Trieste (pax -1,2%).
Genova, Savona, Bari, Venezia e Brindisi resteranno stabili.
Sul piano geografico la crescita più forte sarà al Sud e
nelle isole. Le isole segneranno +7,9% di passeggeri e il Centro-Sud
Tirreno +7,2%. L'Adriatico e lo Ionio, invece, potrebbero chiudere
con un lieve calo (-0,7%).
Tra le regioni, nel 2027 il Lazio
resterà in testa per il quarto anno consecutivo con oltre 3,8
milioni di crocieristi (+2,6%), davanti a Liguria (circa 3,4
milioni, +2,5%) e Campania (oltre 2,5 milioni, la variazione
maggiore: +15,7%). Sul fronte degli scali, la Sicilia manterrà
il primato con oltre 1.250 navi (+9,3%), mentre Lazio (circa 1.030,
+1,9%) e Campania (+26%) si contenderanno il terzo posto.
Il rapporto di Risposte Turismo rende noto che nel triennio
2027-2029 i 30 porti che hanno collaborato all'indagine prevedono
investimenti per 1,052 miliardi di euro, tra cui principalmente
339,7 milioni (32,3%) per infrastrutture a supporto delle crociere:
banchine, dolphin, bitte d'ormeggio, illuminazione e segnaletica;
219,5 milioni (20,9%) per rifornimenti e carburanti alternativi;
214,3 milioni (20,4%) per nuovi terminal crocieristici, quasi 270
con la riqualificazione di quelli esistenti (54,65 milioni, 5,2%);
205,9 milioni (19,6%) per dragaggio ed escavazione dei fondali. Il
quadro geografico è singolare: l'area Adriatico-Ionica,
quella con il traffico più debole, concentra la quota
maggiore degli investimenti, 500 milioni (47,5%). Seguono le isole
con 321,3 milioni (30,5%), il Nord Tirreno con 177,9 milioni (16,9%)
e il Centro-Sud Tirreno con 53,2 milioni (5%).
Nel triennio sono attesi otto nuovi terminal: Ravenna, Bari, Messina, Taranto e
Brindisi nel 2027, Venezia-Marghera e Ancona nel 2028, La Spezia nel
2029. Quattro sostituiranno strutture esistenti. Il 2027 vedrà
anche i primi approdi a Capraia e la conferma di Barletta e delle
Isole Tremiti, entrate negli itinerari nel 2026.
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