
È compreso tra 14,9 e 15,9 milioni di euro il valore
attuale di Aeroporto di Genova Spa, la società partecipata
dall'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale
(60%) e dalla Camera di Commercio di Genova (40%) che gestisce
l'aeroscalo “Cristoforo Colombo” del capoluogo ligure.
La valutazione è dell'advisor PwC su commissione dell'AdSP
del Mar Ligure Occidentale che ha avviato, nell'ambito di un
memorandum sottoscritto lo scorso 20 febbraio dai due soci, un
percorso finalizzato alla valorizzazione e al rilancio della società
aeroportuale attraverso l'ampliamento della compagine a ulteriori
soggetti pubblici territoriali e l'ingresso di un partner
industriale privato con una partecipazione di maggioranza.
L'incarico a PwC rientra nella scelta condivisa dai soci di
acquisire due valutazioni indipendenti, affidate a soggetti
distinti, per disporre di elementi quanto più possibile
oggettivi e attendibili sul valore della società. La
relazione finale, consegnata all'AdSP venerdì scorso, è
già stata trasmessa alla Camera di Commercio. Si attende ora
la valutazione commissionata dall'altro socio per procedere alla
comparazione dei risultati e alla definizione del valore di
riferimento per la gara.
Il futuro assetto di Aeroporto di Genova Spa prevede una
riduzione delle partecipazioni dei due soci attuali, con l'ipotesi
che l'AdSP possa scendere fino a una quota minima del 5% e la Camera
di Commercio intorno al 15%. I patti parasociali dovranno consentire
alla società di assumere le decisioni strategiche e operative
necessarie al proprio sviluppo, evitando situazioni di blocco.
La stima formulata da PwC tiene conto della scadenza della
concessione aeroportuale nel 2029. La metodologia adottata considera
i flussi di cassa attesi fino a quella data e il valore di subentro,
la cui determinazione spetterà a ENAC alla scadenza della
concessione. L'incertezza su quest'ultima componente determina
l'intervallo di circa un milione di euro tra il valore minimo e
quello massimo della stima. La durata residua della concessione
rappresenta quindi un elemento rilevante nella valutazione attuale
della società.
Parallelamente, l'AdSP ha lavorato con il supporto di
professionisti alla predisposizione di una bozza di bando, da
completare con i riferimenti economici e da definire in accordo con
la Camera di Commercio. Eventuali differenze tra le due stime
saranno esaminate congiuntamente dai soci per individuare un valore
di riferimento coerente con il mercato e con l'obiettivo di attrarre
operatori qualificati, consentendo al percorso di proseguire nei
tempi previsti. L'obiettivo indicato oggi dal presidente dell'ente
portuale, Matteo Paroli, in occasione della presentazione della
valutazione di PwC, è di arrivare alla pubblicazione del
bando entro l'autunno, auspicabilmente entro la fine di novembre.
Paroli si è soffermato sulla scelta del socio industriale
che - ha specificato - «dovrà rispondere a una
strategia di sviluppo precisa: chiederemo capacità di
investimento, competenze specifiche, innovazione tecnologica e,
soprattutto, nuovi traffici. È un percorso - ha aggiunto -
che guarda anche all'interesse dei lavoratori dell'aeroporto:
rafforzare la società significa dare prospettive più
solide a chi vi opera e creare le condizioni per incrementare
l'occupazione. L'obiettivo è riportare Genova a essere un
riferimento europeo sul piano tecnologico e infrastrutturale e
mettere la società nelle condizioni di presentarsi alla gara
per la concessione del 2029 con progetti, capacità operative
e sinergie più forti. Arrivare a quel confronto senza aver
rafforzato la compagine significherebbe esporsi al rischio che altri
operatori possano mettere in campo una proposta più
competitiva. È un rischio che non vogliamo correre».
In questa prospettiva, Paroli ha richiamato la dimensione
extra-regionale dello scalo, che serve già oggi un territorio
più ampio della città di Genova e può estendere
ulteriormente il proprio bacino di riferimento. L'apertura alla
Regione Liguria e ai Comuni interessati - ha rilevato - risponde al
ruolo dell'aeroporto come infrastruttura capace di generare ricadute
economiche e sociali sull'intero territorio, anche oltre i confini
regionali. L'eventuale ingresso degli enti pubblici avverrà
sulla base delle valutazioni societarie e nel rispetto delle regole
applicabili alla cessione e alla valorizzazione delle quote.