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CANTIERI NAVALI
Gli armatori invitano gli Stati dell'UE a dare l'ok all'inclusione di due cantieri indiani nell'elenco europeo degli impianti di riciclaggio navale
Lettera aperta di BIMCO, CLIA, ECSA, ICS, Intercargo, Interferry, Intertanko e WSC
Bruxelles
18 settembre 2026
Le associazioni armatoriali BIMCO, Cruise Lines International
Association (CLIA), European Shipowners - ECSA, International
Chamber of Shipping (ICS), Intercargo, Interferry, Intertanko e
World Shipping Council (WSC) hanno presentato una lettera aperta con
cui invitano gli Stati membri dell'UE ad esprimere parere favorevole
sulla proposta della Commissione Europea di aggiungere due impianti
indiani di riciclaggio navale all'elenco europeo aggiornato degli
impianti di riciclaggio navale
(
del 24
luglio e 2
settembre 2026).
Osservando che l'inclusione nell'elenco
europeo dovrebbe basarsi esclusivamente sulla capacità
dell'impianto di soddisfare i requisiti di sicurezza e ambientali
del regolamento europeo sul riciclaggio delle navi a seguito di
valutazioni e ispezioni oggettive, le associazioni hanno evidenziato
che i cantieri in questione hanno effettuato notevoli investimenti
per ammodernare le infrastrutture, i sistemi di sicurezza e la
gestione ambientale al fine di conformarsi agli standard della
Convenzione di Hong Kong e del regolamento europeo. BIMCO, CLIA,
ECSA, ICS, Intercargo, Interferry, Intertanko e WSC hanno
sottolineato che tali sforzi incarnano la finalità stessa del
regolamento europeo che ha l'obiettivo di ridurre le disparità
tra gli operatori dell'UE, dell'OCSE e dei paesi terzi in termini di
salute e sicurezza sul lavoro e standard ambientali, a sostegno di
una convenzione applicabile a livello globale.
Le associazioni hanno sottolineato che i due cantieri indiani
soddisfano i requisiti per la loro inclusione nell'elenco europeo,
come - hanno precisato - è dimostrato dai rapporti di
ispezione, ed hanno evidenziato che rifiutare l'approvazione di
impianti che soddisfano oggettivamente gli standard concordati dagli
stessi Stati membri dell'UE sarebbe incoerente e minerebbe il
riconoscimento e la credibilità della normativa europea.
L'esito delle ispezioni ai due impianti di riciclaggio navale di
Alang-Sosiya, nello Stato indiano di Gujarat, a cui fanno
riferimento le associazioni armatoriali è riassunto in due
relazioni della DNV, che ha condotto i controlli. A richiedere
l'inclusione nell'European list of ship recycling facilities
prevista dal regolamento UE sul riciclaggio delle navi, sono state
la Priya Blue Industries e la Shree Ram Vessel Scrap, i cui
stabilimenti sono stati sottoposti ad una terza ispezione in loco
nell'ottobre 2024, dopo precedenti verifiche. In particolare, per
Priya Blue la prima ispezione risale a settembre 2018, la seconda a
gennaio 2020 e la terza al 26-28 ottobre 2024. Nel caso di Shree Ram
le prime due verifiche si sono svolte nel settembre 2018 e
nell'ottobre 2019, mentre la terza ha avuto luogo il 23-24 ottobre
2024.
Un elemento comune alle due valutazioni espresse dalla DNV sui
due cantieri indiani è il miglioramento delle loro procedure
e delle loro infrastrutture. Tuttavia, nel caso di Priya Blue la DNV
non ha potuto confermare la piena conformità ai requisiti
necessari per l'inserimento nella lista europea. Le principali
criticità individuate riguardano il monitoraggio ambientale,
il taglio del doppio fondo delle navi nella zona intertidale, la
sicurezza e l'autorizzazione delle gru installate su chiatte, le
apparecchiature e i carichi di sollevamento, il sistema di drenaggio
e l'eventuale necessità di un impianto di trattamento delle
acque, nonché gli idranti e i percorsi dei rifiuti verso gli
impianti di trattamento. Secondo DNV, le procedure risultano
sostanzialmente adeguate, ma la loro applicazione sistematica nelle
normali operazioni di demolizione deve ancora essere dimostrata.
Sono stati riscontrati, invece, progressi più marcati per
Shree Ram. La terza ispezione, in particolare, ha consentito a DNV
di verificare l'attuazione delle modifiche introdotte dopo le
precedenti visite, in particolare per il controllo delle perdite e
la gestione delle operazioni nella zona intertidale. Il cantiere,
infatti, utilizza anch'esso il metodo del beaching, avvicinando
progressivamente la nave da demolire alla riva durante l'alta marea,
e utilizzando una gru installata su un pontone per trasferire
rifiuti e blocchi verso le aree a pavimentazione impermeabile non
appena ciò risulta possibile. DNV ha considerato
soddisfacenti le misure adottate per prevenire sversamenti e perdite
nella zona intertidale, pur sottolineando anche per Shree Ram
l'importanza che l'intera sequenza operativa venga completata entro
il periodo di bassa marea.
Il World Shipping Council (WSC), l'associazione internazionale
che rappresenta i principali armatori mondiali del settore dei
container, ha sollecitato gli Stati membri ...
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