 Il consiglio di amministrazione dell'Autoridad Marítima
de Panamá (AMP) si è rapidamente piegata ad una
richiesta del presidente della Repubblica di Panamá, José
Raúl Mulino, deliberando ieri di abrogare la propria
risoluzione n. 012-2026, pubblicata sulla “Gazzetta Ufficiale”
dello scorso 28 agosto, con cui l'ente aveva dichiarato l'accesso
riservato a diversi atti tecnici, amministrativi e legali prodotti
dall'AMP, tra cui principalmente le concessioni di aree portuali e
le licenze per la prestazione di servizi marittimi, per una durata
di dieci anni dalla data di classificazione del documento. Dopo la
pubblicazione sulla “Gazzetta Ufficiale” della
risoluzione, che il consiglio di amministrazione dell'AMP aveva
adottato lo scorso 5 marzo, Mulino aveva preso le distanze dalla
decisione dell'Autoridad Marítima de Panamá e aveva
chiesto all'authority marittima nazionale di riconsiderare la
propria deliberazione.
Annunciando l'abrogazione della risoluzione, l'AMP ha
specificato che l'atto era stato motivato dalla necessità di
tutelare gli interessi dello Stato e di salvaguardare informazioni
riservate la cui divulgazione avrebbe potuto pregiudicare
procedimenti legali in corso e, di conseguenza, la difesa del
patrimonio pubblico. A tal proposito, come nella sua risoluzione,
ieri l'authority marittima ha ricordato che l'articolo 8 della legge
n. 6 del 22 gennaio 2002 stabilisce che “le istituzioni
statali sono obbligate a fornire a chiunque ne faccia richiesta
informazioni sulle proprie operazioni e attività, con la sola
eccezione delle informazioni riservate e ad accesso limitato”
e che, analogamente, l'articolo 83 della legge n. 35 del 10 maggio
1996 riconosce la tutela delle informazioni industriali o
commerciali riservate che possano rappresentare un vantaggio
competitivo o economico rispetto a terzi. L'AMP ha evidenziato che,
nell'ambito di questo quadro giuridico, il proprio consiglio di
amministrazione aveva ritenuto che la risoluzione mirasse a
proteggere informazioni la cui divulgazione potesse compromettere
gli interessi legali e patrimoniali dello Stato, senza alcuna
intenzione di limitare il diritto di accesso alle informazioni
pubbliche riconosciuto dalla legge nazionale.
In particolare, nel “Considerando” della
risoluzione, l'AMP giustificava la misura con la necessità di
tutelare i procedimenti amministrativi in corso, le funzioni di
fiscalizzazione e controllo e, soprattutto, il fatto che le pratiche
amministrative della Direzione Generale dei Porti e delle Industrie
Marittime Ausiliarie dell'AMP contengono informazioni di natura
commerciale, contrattuale e tecnica fornite dalle imprese
nell'ambito del loro rapporto con lo Stato. Si tratta quindi,
secondo l'ente, di dati che rientrano nella nozione di segreto
commerciale/industriale e che, se divulgati, potrebbero danneggiare
la posizione competitiva delle aziende coinvolte in concessioni
portuali, licenze o procedimenti sanzionatori. Per l'authority
marittima, quindi, la risoluzione 012-2026 non introduceva una
novità normativa, ma applicava formalmente un meccanismo di
classificazione già previsto dalla legge panamense sulla
trasparenza, motivandolo con la tutela dei segreti commerciali delle
imprese che operano con l'Autoridad Marítima de Panamá
e con l'esigenza, imposta indirettamente dalla Corte Suprema di
Giustizia con sentenza del 28 agosto 2025m, di fissare per iscritto
una data certa da cui far decorrere il periodo di riservatezza.
La risoluzione dell'AMP e la sua abrogazione rivestono una
particolare rilevanza, oltre che in ambito panamense, anche nel
quadro del mercato portuale internazionale stante il processo di
riorganizzazione che coinvolge i porti panamensi di Balboa e
Cristóbal, la cui gestione - dopo l'estromissione della
Panama Ports Company (PPC) controllata dalla CK Hutchison Holdings
di Hong Kong - è stata assegnata rispettivamente alla APM
Terminals del gruppo danese A.P. Møller-Mærsk e alla
Terminal Investments Limited (TIL) del gruppo elvetico MSC nel
quadro di accordi temporanei in vigore sino al 23 luglio 2027, in
attesa che vengano avviate entro la metà del prossimo anno le
procedure per le concessioni a lungo termine (25-30 anni)
(
del 30
gennaio, 23
e 24
febbraio 2026).
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