
Ieri la Corte Suprema di Giustizia della Repubblica di Panama,
accogliendo due istanze, ha dichiarato l'incostituzionalità
della legge n. 5 del 16 gennaio 1997 che ha approvato il contratto
di concessione con la società la Panama Ports Company (PPC)
del gruppo CK Hutchison Holdings di Hong Kong per lo sviluppo,
costruzione, amministrazione e gestione dei terminal portuali per
contenitori, passeggeri, rinfuse e merci varie dei porti panamensi
di Cristóbal e Balboa. Le istanze di incostituzionalità
sono state presentate a conclusione di un'indagine e verifica
contabile sulla Panama Ports Company che avrebbe appurato la
violazione dei termini del contratto di concessione
(
del
27
gennaio e
8
aprile 2025).
Ricordiamo che lo scorso anno, dopo il ritorno di Donald Trump
alla Casa Bianca e le sue dichiarazioni circa la volontà
della nuova amministrazione governativa statunitense di riprendere
il controllo del canale di Panama estromettendo gli interessi cinesi
nella nazione, il gruppo CK Hutchison aveva siglato un accordo per
cedere il 90% del capitale della Hutchison Ports PPC (Panama Ports
Company) ad un consorzio formato dalla statunitense BlackRock, dal
suo fondo di investimenti Global Infrastructure Partners e dalla
Terminal Investment Limited (TiL) del gruppo Mediterranean Shipping Company
(
del 4
marzo 2025). L'intesa era stata celebrata da Trump come la
vittoria del suo proposito di rimettere il canale panamense sotto il
controllo americano.
Intanto, ieri la Panama Ports Company ha reso noto che, degli
oltre 9,9 milioni di teu di traffico containerizzato movimentato nel
2025 dai porti panamensi, 3.887.296 teu sono stati movimentati dalla
PPC e ha evidenziato che se i suoi terminal nei porti di Balboa e
Cristóbal hanno una capacità di traffico annua pari a
sette milioni di teu, attualmente viene utilizzata solo il 55,5% di
tale capacità.