
Alle proteste della CK Hutchison Holdings per il sequestro dei
porti panamensi di Balboa e Cristóbal che sono stati
sottratti alla gestione della sua filiale Panama Ports Company dal
governo guidato da José Raúl Mulino
(
del
24
febbraio 2026), oggi si è unita quella del governo di
Hong Kong che, denunciando che l'azione intrapresa dal governo
panamense «mina lo spirito degli obblighi contrattuali»,
ha espresso il suo «fermo impegno a tutelare i diritti e gli
interessi legittimi delle imprese di Hong Kong all'estero». Il
segretario per il Commercio e lo Sviluppo Economico di Hong Kong,
Algernon Yau, ha presentato una nota protesta al console generale di
Panama ad Hong Kong.
Il governo della regione amministrativa speciale di Hong Kong ha
sottolineato che la sentenza della Corte Suprema di Giustizia di
Panama che ha dichiarato incostituzionale la gestione dei due porti
panamensi da parte della Panama Ports Company ha ignorato i fatti e
rappresenta una violazione dei patti. Inoltre, l'esecutivo cinese ha
ricordato che la Panama Ports Company aveva avviato un procedimento
arbitrale e che questo era ancora in corso quando, ieri, i porti
sono stati posti sotto sequestro
(
del 4
febbraio 2026).
Evidenziando che la Panama Ports Company ha effettuato ingenti
investimenti a Panama e creato numerosi posti di lavoro nel corso
degli anni, il governo di Hong Kong ha esortato il governo panamense
a rispettare i contratti, ad assicurare un ambiente imprenditoriale
equo e giusto per le aziende che operano legalmente a Panama e a
garantire che i legittimi diritti delle imprese siano liberi da
qualsiasi interferenza. In una nota il governo cinese ha
sottolineato che «le imprese di Hong Kong che operano ed
investono a Panama dovrebbero ricevere un trattamento e una
protezione equi e ragionevoli» e ha specificato che «la
sentenza della Corte e l'azione illegittima del governo panamense
hanno sabotato l'affidabilità creditizia di Panama e minato
gravemente le norme sul commercio internazionale».
Commentando il sequestro dei due porti attuato dal governo
panamense, la portavoce del governo centrale di Pechino, Mao Ning,
ricordando che l'azienda interessata ha espresso l'intenzione di far
valere i propri diritti, incluso il possibile ricorso ad azioni
legali, ha affermato che «la Cina tutelerà fermamente i
diritti e i legittimi interessi delle sue aziende».