
Se il settore dei trasporti intermodali in Europa è sotto
pressione già da tempo, nei primi tre mesi del 2026 il
traffico movimentato da questi servizi ha registrato un inatteso
calo. Lo ha reso noto la UIRR, l'Unione internazionale delle società
di trasporto combinato strada-rotaia, spiegando che la forte
decrescita del traffico intermodale verificatasi nel corso del 2025,
principalmente in Germania a seguito della chiusura totale di linee
gestite dalla DB InfraGO, è proseguita nel primo trimestre di
quest'anno nonostante - ha rilevato l'associazione - la crisi
energetica non abbia avuto un impatto sul trasporto intermodale così
marcato come sul settore del trasporto su strada, dipendente dal
gasolio. L'UIRR ha specificato che nel primo trimestre del 2026 le
estese interruzioni all'infrastruttura ferroviaria hanno causato un
calo del -4,92% del numero di spedizioni trasportate dai servizi
intermodali europei rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Il direttore generale dell'associazione, Ralf-Charley Schultz,
ha sottolineato che ciò è conseguenza del caos
infrastrutturale in atto. Ai treni merci intermodali - ha denunciato
- non sono state concesse adeguate linee alternative per evitare i
tratti di linea ferroviaria completamente chiusi per lavori di
manutenzione in Germania e in altri paesi europei. Inoltre, gli
eccessivi costi operativi determinati da percorsi alternativi, a
volte lunghi centinaia di chilometri e tecnicamente inadeguati, non
sono stati compensati. Infine, la debolezza generale dell'economia
dell'UE ha liberato capacità di trasporto su gomma rendendo
l'autotrasporto più appetibile per i caricatori.