
Nelle ultime ore il Ministero della Difesa degli Emirati Arabi
Uniti ha denunciato che le navi cisterna emiratensi
Mombasa B
e
Al Bahyah sono state colpite da due missili iraniani mentre
transitavano sulla rotta meridionale attraverso lo Stretto di Hormuz
nell'ambito delle acque territoriali dell'Oman. In una nota, il
dicastero ha specificato che l'attacco ha causato la morte di un
membro di nazionalità indiana dell'equipaggio della
Mombasa
B e il ferimento di altri otto, di cui quattro in modo grave.
Sei dei feriti sono di nazionalità indiana, mentre gli altri
due sono ucraini. Inoltre, l'attacco ha causato danni a entrambe le
navi sulle quali sono divampati incendi che in seguito sono stati
domati.
Le due navi sono very large crude carrier di bandiera liberiana
operate dalla emiratense ADNOC Logistics & Services, filiale
della compagnia petrolifera statale ADNOC.
Esprimendo condanna per questi attacchi, il ministero di Abu
Dhabi ha sottolineato che si tratta di gravi violazioni del diritto
internazionale che pongono una minaccia alla sicurezza e stabilità
della regione e ha evidenziato che gli Emirati Arabi Uniti si
riservano il pieno diritto di rispondere a questa escalation e di
adottare tutte le misure necessarie per proteggere il proprio
territorio e i propri cittadini in modo da salvaguardare la propria
sovranità, sicurezza e stabilità e di tutelare i
propri interessi nazionali.
Il Ministero degli Affari esteri degli Emirati ha evidenziato
che «questo aggressivo attacco iraniano costituisce una palese
violazione della risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle
Nazioni Unite che sancisce la libertà di navigazione e
condanna gli attacchi contro navi commerciali e l'interruzione delle
rotte marittime internazionali. Gli Emirati Arabi Uniti - prosegue
la nota del ministero - hanno sottolineato che prendere di mira il
traffico marittimo commerciale e utilizzare lo Stretto di Hormuz
come strumento di pressione economica o di ricatto costituisce
pirateria e rappresenta una minaccia diretta alla stabilità
della regione e dei suoi abitanti, nonché alla sicurezza
energetica globale».
Intanto, l'U.S. Central Command ha annunciato che, in base alle
direttive impartite dal presidente degli Stati Uniti, questa sera
sarà ripristinato il blocco del traffico marittimo in entrata
e in uscita dai porti iraniani, con le forze del Centcom che faranno
rispettare questo blocco continuando a supportare il traffico navale
per tutte le navi che non lo violano. Centcom ha specificato che
nella prima fase del blocco, attuata dal 13 aprile al 18 giugno
scorsi, le proprie forze hanno deviato le rotte di oltre 140 navi
che erano conformi al blocco, disattivato nove navi non conformi e
consentito il transito di più di 50 navi impegnate nel
trasporto di aiuti umanitari.