
L'associazione degli armatori europei ECSA e il World Shipping
Council (WSC), l'associazione internazionale che rappresenta il
settore del trasporto marittimo di linea, hanno reso noto che la
proposta della Commissione Europea per la sedicesima edizione
dell'elenco europeo degli impianti di riciclaggio navale, include,
per la prima volta, due cantieri indiani.
Ricordando che gli armatori europei si battono per l'inclusione
di cantieri indiani conformi alle norme europee sin dall'entrata in
vigore a fine 2013 del regolamento UE sul riciclaggio navale, il
segretario generale di European Shipowners - ECSA, Sotiris Raptis,
ha evidenziato che si tratta di «un passo atteso da tempo e
molto gradito, che premia gli investimenti effettuati da questi
cantieri per conformarsi agli standard UE. Ora - ha aggiunto -
contiamo sui responsabili politici affinché finalizzino e
adottino rapidamente l'elenco, in modo che i due impianti possano
essere approvati senza ulteriori indugi, e speriamo di vedere in
futuro un numero maggiore di cantieri non OCSE conformi entrare a
far parte dell'elenco. Affrontare la sfida della capacità -
ha specificato inoltre Raptis - è essenziale affinché
l'elenco europeo funzioni da incentivo per un riciclaggio navale
sicuro e rispettoso dell'ambiente in tutto il mondo.
Esprimendo favore per l'aggiornamento dell'elenco proposto dalla
Commissione Europea, il vicepresidente per l'Ambiente e il clima del
World Shipping Council (WSC), Simon Bergulf, ha affermato che la
proposta «riflette un approccio per un riciclaggio navale
sostenibile pratico e basato sulle performance» e, riferendosi
ai due cantieri indiani di riciclaggio navale inclusi nell'elenco
proposto, ha sottolineato che «questi cantieri hanno investito
ingenti risorse per dare seguito alle criticità e alle
raccomandazioni emerse dalle ispezioni della Commissione Europea,
dimostrando un chiaro impegno a rispettare i rigorosi standard
dell'UE. La loro inclusione - ha rilevato Bergulf - rappresenterebbe
un traguardo importante, a dimostrazione che una delle principali
regioni al mondo per il riciclaggio navale può conformarsi
con successo ai requisiti del regolamento UE sul riciclaggio delle
navi. Ci auguriamo che questi impianti fungano da apripista,
incoraggiando altri cantieri della regione a seguire lo stesso
percorso». Inoltre, Bergulf, ha ricordato che attualmente,
«per le grandi navi oceaniche, esiste solo un numero limitato
di impianti a livello mondiale con le capacità e le risorse
necessarie per svolgere questo lavoro» e ha evidenziato che
«la proposta della Commissione contribuisce ad aumentare la
disponibilità di capacità approvata di riciclaggio,
mantenendo al contempo gli elevati standard che il regolamento si
propone di raggiungere».