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PORTI
A luglio il traffico delle merci nel porto di Ravenna è cresciuto del +6,7%
Per agosto è atteso un deciso calo del -21,2%
Ravenna
11 settembre 2026
Lo scorso luglio il porto di Ravenna ha movimentato 2,52 milioni
di tonnellate di merci, con un aumento del +6,7% sul luglio 2025
sospinto dalla crescita del +27,0% delle rinfuse solide che hanno
totalizzato 1,18 milioni di tonnellate. Nel settore delle rinfuse
liquide, i prodotti petroliferi sono calati del -6,6% a 421mila
tonnellate mentre gli altri carichi hanno registrato un rialzo del
+56,5% salendo a 209mila tonnellate. Nel segmento delle merci varie
sono risultati in incremento i container con 206mila tonnellate
(+3,0%), mentre sono diminuiti i rotabili con 153mila tonnellate
(-9,9%) e le merci convenzionali con 351mila tonnellate (-26,7%). Il
traffico crocieristico è stato di 70mila passeggeri (+43,8%).
L'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro
Settentrionale ha reso noto che le previsioni indicano per il mese
di agosto 2026 un traffico delle merci pari ad un totale di quasi
1,8 milioni di tonnellate, con un rilevante calo anno su anno del
-21,2% che - ha spiegato l'ente - è riconducibile
sostanzialmente a tre categorie merceologiche: agroalimentari solidi
(-46,7%) e liquidi (-79,7%) e prodotti metallurgici (-47,6%).
Relativamente ai prodotti siderurgici, l'AdSP ha specificato che
questi scontano la prevista gestione trimestrale dei contingenti
autorizzati all'import senza applicazione di nuovi dazi previsti
dall'UE; ad agosto la quota trimestrale era esaurita e le imprese
avevano aumentato il magazzino nei mesi precedenti. A settembre, con
la riapertura del contingente per le importazioni - ha precisato
l'ente - si attende un ritorno alla normalità. Relativamente
ai prodotti agroalimentari solidi, il calo deriva principalmente
dalla inoperatività dei porti ucraini dovuta
all'intensificarsi del conflitto bellico. Nei prossimi mesi si
attende l'arrivo di navi dai piccoli porti del Danubio (sempre che
la situazione militare lo consenta) e da altri paesi di
importazione. Riguardo al vistoso calo degli oli vegetali, in
particolare oli di colza e di semi di girasole utilizzati nella
filiera energetica, l'ente ha spiegato che è legato ad un
cambio delle modalità di erogazione degli incentivi GSE che
ha creato incertezze sulle politiche di scorta e di importazione.
Inoltre, ad agosto è stata registrata una sostanziale
tenuta per i chimici liquidi (-2,1%) e per i materiali da
costruzione (-1,9%). Si prevede negativa, invece, la merce su
trailer (-9,4%) e il numero dei trailer (-7,5%). Per i container, è
atteso un aumento del +9,8% dei teu. Ad agosto, infine, forte
crescita dei crocieristi con oltre 86mila passeggeri (+29,8%).
Nel periodo gennaio-luglio del 2026 il porto ravennate ha
movimentato complessivamente 16,63 milioni di tonnellate di merci,
in aumento del +6,0% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Gli sbarchi sono stati pari a 14,68 milioni di tonnellate (+7,1%) e
gli imbarchi a 1,95 milioni (-1,5%).
Commentando i dati del traffico portuale, il presidente
dell'AdSP, Francesco Benevolo, ha rilevato che «il porto di
Ravenna mantiene una crescita complessiva dei traffici superiore al
2,5% e questo ne testimonia il buono stato di salute e la
dinamicità. Ciononostante - ha precisato - la traiettoria
positiva di questi mesi non deve indurre a sottovalutare i segnali
di rallentamento emersi nel mese di agosto che, seppure previsti,
dimostrano la vulnerabilità anche del nostro scalo di fronte
agli attuali scenari macroeconomici internazionali. Per preservare
il valore strategico del porto di Ravenna, che ricordo essere la
porta di ingresso per materie prime che alimentano filiere
fondamentali per l'intero sistema produttivo del nostro Paese - ha
avvertito Benevolo - sono essenziali il supporto e l'impegno
congiunto sia del governo che della Regione Emilia-Romagna. Solo la
continuità degli investimenti nei progetti di potenziamento
infrastrutturale già avviati potrà garantire
resilienza e competitività nel lungo termine al nostro porto,
ponendolo al riparo da futuri rischi dettati dalle fluttuazioni dei
mercati globali».
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