
«Di fronte alla difficile situazione che si sta
ripresentando nello Stretto di Bab el-Mandeb, che si aggiunge alla
crisi di Hormuz e alle conseguenze economiche delle numerose
tensioni internazionali, ho deciso, insieme al Capo di Stato
Maggiore della Difesa, di attivare la Marina Militare per
predisporre quanto necessario per garantire il transito in sicurezza
delle navi italiane». Lo ha annunciato oggi il ministro della
Difesa, Guido Crosetto, intervenendo alla Spezia alla quarta
edizione di Risorsa Mare 2026 The European House-Ambrosetti.
«Abbiamo - ha aggiunto Crosetto - le capacità per
proteggerne il passaggio e per acquisire le informazioni utili e
necessarie attraverso l'opera del comparto e la cooperazione con
noi. Non possiamo permettere che ritardi decisionali burocratici
aggravino una situazione già complessa, con conseguenze
dirette sulla nostra economia e sulla vita dei cittadini. Quando una
rotta marittima viene interrotta, le merci arrivano in ritardo, i
costi aumentano e crescono i prezzi per famiglie e imprese. E ogni
crisi economica colpisce soprattutto le persone più fragili,
mettendo a rischio la coesione sociale e la stabilità del
Paese».
«Difendere la libertà di navigazione - ha
proseguito il ministro della Difesa - significa quindi proteggere i
nostri approvvigionamenti, il lavoro delle aziende, il potere
d'acquisto delle famiglie e la capacità dell'Italia di
produrre ricchezza. Significa anche difendere ciò che si
trova sotto la superficie del mare: i cavi attraverso cui transitano
i dati, i collegamenti energetici e tutte quelle infrastrutture
essenziali di cui spesso comprendiamo il valore soltanto quando
vengono danneggiate. Oggi il compito della Difesa va ben oltre il suo perimetro
tradizionale. Non riguarda soltanto la protezione fisica del
territorio da possibili minacce, ma anche la sicurezza economica,
energetica, digitale e delle comunicazioni. Perché si può
colpire una nazione non soltanto con le bombe, ma anche
compromettendone l'economia, la coesione sociale e la fiducia dei
cittadini nelle istituzioni. Quasi il 90% del traffico mondiale delle merci viaggia via mare. Per
una grande nazione marittima come l'Italia, presidiarlo sopra e
sotto la superficie significa difendere la propria sicurezza, la
propria prosperità e il proprio futuro».
«Il mare - ha concluso Crosetto - è da secoli parte
della nostra storia e una delle principali fonti della nostra
ricchezza. La Difesa e la Marina Militare continueranno a
proteggerlo, intervenendo con concretezza ogni volta che sarà
necessario tutelare gli interessi nazionali e la sicurezza degli
italiani».