
Nella prima metà del 2026 i ricavi del gruppo armatoriale
greco Attica sono aumentati del +1,0% sullo stesso periodo dello
scorso anno essendo ammontati a 329,8 milioni di euro. La crescita -
a fronte di una diminuzione del -12,8% delle traversate effettuate
dalle navi operate con i marchi del gruppo Superfast Ferries, Blue
Star Ferries, Hellenic Seaways e Anek Lines - è stata
determinata dall'incremento del volume d'affari generato dai servizi
marittimi nazionali, che hanno totalizzato 210,6 milioni di euro
generati dalla vendita delle traversate marittime (+5,2%) e 5,6
milioni dalle vendite a bordo delle navi (+0,7%) e che hanno
compensato i cali rispettivamente del -2,9% e -46,3% delle vendite
delle traversate internazionali e delle relative vendite a bordo
delle navi scese a 107,5 milioni e 5,0 milioni di euro. Il margine
operativo lordo è stato di 15,7 milioni (+278,7%). I valori
dell'utile operativo e dell'utile netto, entrambi di segno negativo
e pari a -30,0 e -13,5 milioni, hanno registrato un miglioramento
rispetto a -52,3 e -38,7 milioni di euro nel primo semestre del
2025. Al miglioramento hanno contribuito significativamente le
plusvalenze sulla vendita di navi pari a 14,8 milioni (1,7 milioni
nel 2025), di cui 13,1 dalla vendita in blocco di cinque unità
veloci (
Flying Cat 3,
4,
5,
6 e
Highspeed 4) per 25 milioni e 1,6 milioni dal noleggio a
scafo nudo della
Kydon, nonché dagli utili dalle
coperture sul prezzo del carburante. Assieme plusvalenze e coperture
valgono oltre 30 milioni, quindi più dell'intero
miglioramento del risultato netto.
Nei primi sei mesi di quest'anno le navi del gruppo hanno
trasportato 2,5 milioni di passeggeri (-7%), 265mila camion (-4%) e
448mila auto (-2%).
Presentando gli ultimi risultati semestrali, il gruppo greco ha
evidenziato che dallo scorso mese di marzo la guerra in Medio
Oriente ha spinto al rialzo i prezzi energetici e nei primi sei mesi
del 2026 il gasolio marino è costato in media 917 euro a
tonnellata (+37%), mentre l'olio combustibile pesante (è
salito del +8% a 476 euro. La spesa per carburanti e lubrificanti è
cresciuta complessivamente di 13,6 milioni (+11%), meno dei prezzi
grazie ai minori consumi e ad un maggiore ricorso all'olio
combustibile pesante reso possibile dagli scrubber. Inoltre, Attica
ha ricordato che, sul fronte normativo europeo, dallo scorso primo
gennaio l'obbligo di coprire le emissioni delle navi con quote ETS è
salito al 100% (era il 70% nel 2025) e ha specificato che il costo
per il gruppo è stato di 21,8 milioni contro 18,8 milioni
della prima metà del 2025. Per attenuarlo Attica ha
introdotto una maggiorazione tariffaria legata alle emissioni.