
Oggi a Londra si è tenuto il workshop “Cold
ironing, alimentare i porti del futuro” ospitato
dall'Ambasciata d'Italia nel Regno Unito in collaborazione con Aon
Spa/Aon Re e lo studio legale ADVANT-Nctm, al quale hanno
partecipato rappresentanti del cluster marittimo, delegati all'IMO
di alcuni importanti Paesi marittimi, assicuratori e fondi di
investimento specializzati nelle infrastrutture e nel corso del
quale si è discusso di sviluppo delle attività di
shore power, delle sfide legate all'elettrificazione dei porti e
nello specifico delle coperture dei rischi associati a queste
attività.
Particolare attenzione è stata dunque posta alle
opportunità di investimento, all'allocazione dei rischi e
alle soluzioni assicurative connesse a questa complessa transizione
energetica. A tal proposito Giuseppe Spera, rappresentante
permanente aggiunto d'Italia presso l'IMO e moderatore
dell'incontro, ha evidenziato come «l'evoluzione dei porti in
hub energetici apra importanti opportunità di investimento,
pur richiedendo ingenti capitali e una stretta cooperazione tra
autorità portuali, armatori e fornitori di energia sullo
sfondo delle iniziative politiche europee e dell'agenda climatica
dell'IMO. Il successo dell'elettrificazione portuale - ha rilevato -
rappresenta sia una sfida sia un'opportunità strategica. La
sua realizzazione dipende dalla combinazione di un solido supporto
regolatorio, investimenti di capitale, innovazione tecnologica ed
efficace gestione del rischio».
«Una efficace infrastrutturazione - ha osservato Alberto
Rossi di ADVANT-Nctm, anche nella sua veste di segretario generale
di Assarmatori - deve tenere giocoforza conto degli aspetti legali e
assicurativi, anzitutto per evitare rischi legati ai cosiddetti
contenziosi climatici. Che cosa accadrebbe infatti se l'armatore, la
cui nave è dotata della “spina”, non potesse
rifornirsi di energia da terra per mancanza o malfunzionamento del
sistema? Di chi sarebbe la responsabilità? Il quadro
regolatorio è ampio e purtroppo non sempre univoco,
d'altronde stiamo parlando di una novità, in cui l'Italia ha
saputo muoversi con lungimiranza e con un investimento rilevante.
Discutere di questi aspetti, e di quelli assicurativi, significa
mettere i potenziali investitori in un'ottica di maggiore
consapevolezza, aiutando quindi lo sviluppo del sistema-Paese».
«Con la diffusione sistematica e concentrata dei sistemi
di shore power - ha concordato Giorgio Moroni di Aon Spa - assume
un'importanza sempre maggiore la gestione dei rischi operativi
connessi all'allaccio delle navi alle reti elettriche terrestri ad
alta tensione, tra cui malfunzionamenti delle apparecchiature,
picchi di tensione e potenziali incendi. Ci siamo occupati di
individuare le necessarie integrazioni e gli emendamenti alle
coperture di responsabilità oggi disponibili per coprire
nuovi potenziali rischi, senza che vi sia il supporto di dati ed
esperienze statistiche».
«Ci siamo molto focalizzati - ha aggiunto Riccardo Barelli
di AON Re - sulla ricerca di capacità assicurativa da parte
di vari mercati per far fronte alla verosimile richiesta di
massimali importanti per le polizze di responsabilità dei
concessionari. Il settore assicurativo riveste infatti un ruolo
centrale, quello di garantire la compatibilità del nuovo
sistema sotto ogni profilo, tutelando tutti gli operatori dalle
perdite economiche e consolidando la fiducia nella sicurezza e
nell'efficacia del cold ironing».