 Nei primi sei mesi del 2026 i porti russi hanno movimentato un
traffico di 451,5 milioni di tonnellate di merci, con una
progressione del +5,8% sulla prima metà dello scorso anno.
L'associazione dei porti commerciali marittimi russi ha reso noto
che le sole merci secche hanno segnato un incremento del +9,1%
salendo a 224,3 milioni di tonnellate, mentre le merci liquide sono
cresciute del +2,8% avendo totalizzato 227,1 milioni di tonnellate.
Il solo flusso delle merci in esportazione è ammontato a
354,7 milioni di tonnellate (+5,7%) e quello delle merci in
importazione a 21,3 milioni di tonnellate (+1,7%). Le merci in
transito si sono attestate a 34,2 milioni di tonnellate (-6,1%) e il
traffico di cabotaggio è stato di 41,3 milioni di tonnellate
(+22,3%).
Relativamente alle diverse regioni portuali, nel primo semestre
di quest'anno i porti del bacino artico hanno movimentato 51,2
milioni di tonnellate di carichi (+15,0%), quelli del bacino baltico
130,3 milioni di tonnellate (-4,2%), gli scali portuali del Mar
d'Azov/Mar Nero 132,0 milioni di tonnellate (+6,3%), i porti del Mar
Caspio 5,3 milioni di tonnellate (+59,7%) e i porti russi
dell'Estremo Oriente 132,7 milioni di tonnellate (+11,8%).
Sulla base dei dati forniti dall'associazione, nel solo secondo
trimestre del 2026 i porti russi hanno movimentato complessivamente
un traffico record di 241,4 milioni di tonnellate, con un rialzo del
+11,2%) sullo stesso periodo del 2025, di cui 121,8 milioni di
tonnellate di merci secche (+14,9%) e 119,5 milioni di tonnellate di
rinfuse liquide (+7,7%).
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