
Ieri la portacontainer
GFS Galaxy dell'emiratense
Global Feeder Shipping, mentre era presso le coste del governatorato
omanita di Musandam, ha comunicato di aver subito un attacco che ha
causato danni alla parte poppiera della nave provocando un incendio.
Il Ministero della Difesa dell'Oman ha reso noto che l'incidente è
avvenuto a 4,4 miglia nautiche dalle coste e che il proprio Maritime
Security Centre ha risposto alla chiamata di soccorso lanciata dalla
nave riuscendo a salvare 23 membri dell'equipaggio della
portacontenitori, fornendo loro le cure mediche necessarie, mentre
le squadre intervenute proseguono le operazioni di ricerca di un
membro dell'equipaggio ancora disperso.
La britannica United Kingdom Maritime Trade Operations
(UKMTO) ha specificato di essere stata informata dalle autorità
militari e dal responsabile della sicurezza della nave che
l'equipaggio aveva abbandonato la nave a bordo di una scialuppa di
salvataggio, per essere poi tratto in salvo dalle autorità
locali.
La GFS Galaxy, che è stata costruita nel 2009 e
ha una capacità di carico pari a 7.070 teu, è
impiegata in un servizio di linea che collega il Golfo Persico con
la Cina e la Corea del Sud attraverso il porto hub di Port Klang che
vede la cooperazione delle compagnie Emirates Shipping Line, Global
Feeder Shipping, Hapag-Lloyd, HMM, ONE e Yang Ming.
A seguito dell'incidente, il sottosegretario agli Affari
esteri dell'Oman, Khalid Almuslahi, ha convocato l'ambasciatore
della Repubblica Islamica dell'Iran presso il Sultanato dell'Oman
per consegnargli una formale nota di protesta per gli attacchi
eseguiti con droni contro siti nei governatorati di Musandam e Al
Wusta. Durante l'incontro, il sottosegretario ha espresso la
profonda preoccupazione dell'Oman per questi atti, che ha definito
irresponsabili, e ha espresso l'auspicio che vengano rispettate la
sovranità degli Stati, i principi di buon vicinato e di non
ingerenza negli affari interni, nonché l'adesione ai valori e
alle norme etiche che uniscono i due Paesi e i popoli confinanti.
Anche il Ministero degli Affari esteri dell'India ha
condannato l'attacco alla GFS Galaxy e, mentre le operazioni
di soccorso erano ancora in corso, aveva reso noto che dieci
marittimi indiani che erano a bordo della portacontenitori erano
stati tratti in salvo mentre un altro marittimo indiano risultava
disperso.
Nonostante l'incidente, l'US Central Command ha ribadito che
lo Stretto di Hormuz è aperto a tutte le navi che cercano di
transitare legalmente attraverso la via d'acqua internazionale. Il
comando statunitense ha evidenziato che le forze americane sono
posizionate e preparate per garantire che la libertà di
navigazione continui ad essere assicurata nonostante l'aggressione,
le ostruzioni, le minacce e le azioni arbitrarie dell'Iran.