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PORTI
Le proposte di Assiterminal di modifica del Ddl sui porti si concentrato sul lavoro portuale
Secondo l'associazione, è da superare la distinzione tra operazioni e servizi portuali
Genova
3 luglio 2026
Oggi l'Associazione Italiana Terminalisti Portuali
(Assiterminal) ha inoltrato, attraverso la piattaforma on-line
predisposta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per
la consultazione degli stakeholder di documenti e note sul disegno
di legge di riforma della governance portuale, alcune proposte
emendative che si concentrano su alcuni aspetti: «il primo
filone di proposte - ha reso noto il presidente di Assiterminal,
Tomaso Cognolato - è quello legato al lavoro e al nostro
punto di vista su alcuni possibili sviluppi dell'assetto
organizzativo nei porti, in vista del percorso negoziale per il
rinnovo del contratto collettivo dei lavoratori marittimi che si
riavvierà nel prossimo autunno».
Un altro tema che Assiterminal propone di superare è la
distinzione, nella disciplina autorizzativa delle imprese, e quindi
di conseguenza anche nell'iter concessorio per i terminalisti, tra
operazioni e servizi portuali. «Se guardiamo anche alla
disciplina europea, ma anche alla terminologia internazionale - ha
spiegato Cognolato - riteniamo che questa distinzione non abbia più
senso di esistere. L'operatività in banchina e a bordo delle
navi, così come quella funzionale all'interazione con tutti i
mezzi di trasporto, è fatta di un insieme armonizzato di
attività, una funzionale all'altra sia che siano intese come
un unico “ciclo” così come parzializzate, a
prescindere dal fatto che siano svolte in proprio, in appalto, per
il tramite di lavoratori somministrati».
Oltre a superare tale distinzione, per l'associazione è
necessario intervenire anche sulla sussistenza dei piani di impresa:
attualmente - ha ricordato Assiterminal - le autorizzazioni vengono
rilasciate anche per brevi periodi, cosa che, sinceramente, non può
essere garanzia di tenuta finanziaria di un asset dedicato a
garantire operatività sia in banchine pubbliche che
affiancando un terminalista. «Riteniamo quindi - ha affermato
il direttore di Assiterminal, Alessandro Ferrari - che un congruo
arco temporale minimo per una valutazione adeguata della capacità
di fare impresa, non possa essere inferiore a cinque anni».
Assiterminal ritiene che semplificare e uniformare l'approccio
alle diverse attività che si possono svolgere in un porto
possa agevolare anche le imprese autorizzate a somministrare lavoro
temporaneo, ampliando quindi la possibilità di impiegare il
proprio personale, anche magari con qualche inabilità, su
ambiti più diffusi rispetto a quelli tenuti in considerazione
sino ad oggi. Per l'associazione, è necessario che tali
imprese, dove già esistenti, siano considerate alla stregua
dei servizi di interesse generale. Di fatto - ha rilevato
Assiterminal - l'impianto normativo già ne delinea i contorni
ma forse non si è mai avuto il coraggio di dare il nome
corretto e la relativa disciplina a queste realtà, garantendo
peraltro una tenuta finanziaria più sotto controllo e
impianti tariffari in linea con indici che ciascuna Autorità
di Sistema Portuale potrebbe valutare e controllare con maggiore
efficacia e rispondenza ai target dei rispettivi porti.
Poi, Assiterminal si è soffermata sulla centralità
della creazione del fondo per il prepensionamento dei lavoratori
portuali: «è l'ultima possibilità - ha
evidenziato l'associazione - che ha il governo di dare attuazione
alla norma. Diversamente le risorse accantonate dalle aziende e dai
lavoratori dovranno tornare nelle loro rispettive disponibilità,
ma si sarà persa una grande occasione per agevolare il
ricambio generazionale nei porti attraverso uno strumento adeguato.
Senza questo strumento, tra qualche anno si potranno prefigurare
problemi di carattere sociale sulla categoria e di tenuta
competitiva e questo noi non lo vogliamo».
Assiterminal ha reso noto, infine, che diversi spunti di
modifica dell'attuale legge portuale 84/94 vanno anche nella
direzione di rendere esigibili alcune disposizioni attraverso cui le
AdSP già oggi possono, anche se poche lo fanno, contribuire
alla formazione dei lavoratori anche delle imprese e dei terminal,
tenendo ovviamente conto di quei Piani Organico Porto che mancano
ancora di una struttura di impostazione sistemica e di un'efficacia
reale.
L'Autorità del Canale di Suez ha annunciato
l'applicazione di supplementi alle tariffe di transito nel canale
egiziano per la gran parte delle principali tipologie di navi che
trasportano merci, che entreranno in vigore dal prossimo 15 luglio.
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