
In occasione dell'avvio dell'iter parlamentare del disegno di
legge di riordino della legge 28 gennaio 1994, n. 84, in materia di
governance portuale e rilancio degli investimenti in infrastrutture
strategiche di trasporto marittimo di interesse generale,
Federlogistica chiede l'introduzione di «correttivi in grado
di rendere il provvedimento ancora più efficace». «Se
l'obiettivo di arrivare a una regia nazionale della programmazione
appare una priorità assolutamente condivisibile per
coordinare gli investimenti - ha spiegato il presidente della
federazione, Davide Falteri, riferendosi all'istituzione della Porti
d'Italia Spa prevista dallo schema di legge - appare tuttavia
opportuno approfondire ulteriormente il tema dello strumento
attraverso il quale tale funzione dovrebbe essere esercitata,
valutando se ciò possa avvenire attraverso una società
per azioni oppure mediante un rafforzamento della struttura
ministeriale o di una specifica agenzia. Di contro - ha specificato
Falteri - una società potrebbe rappresentare una soluzione
particolarmente efficace qualora fosse dedicata esclusivamente alle
grandi opere infrastrutturali, ai dragaggi e ai programmi di
sviluppo e riconversione dei waterfront».
Riteniamo inoltre importante - ha proseguito il presidente di
Federlogistica - una più chiara definizione delle modalità
di integrazione tra portualità e logistica, alla luce del
ruolo sempre più centrale assunto dalla filiera logistica e
dei profondi cambiamenti che il settore ha conosciuto negli ultimi
dieci anni. Programmazione e pianificazione devono rappresentare
l'obiettivo prioritario da perseguire in una visione moderna e
integrata del sistema portuale nazionale. Anche il rapporto tra la
nuova entità e le AdSP, attraverso i contratti di programma,
merita ulteriori valutazioni affinché non si determinino
appesantimenti procedurali o rallentamenti nella realizzazione delle
opere, mentre sarebbe auspicabile poter consolidare modelli
operativi ispirati all'efficacia dimostrata dalle strutture
commissariali nelle opere strategiche».
«Ciò che auspichiamo - ha spiegato ancora Falteri -
è che il nuovo assetto possa garantire alle AdSP adeguate
risorse finanziarie e strumenti operativi efficaci, evitando che le
difficoltà derivanti dall'aumento dei costi delle materie
prime possano tradursi in ulteriori oneri per concessionari e
operatori portuali, con possibili ripercussioni su tasse portuali e
canoni demaniali. Pensiamo inoltre che il testo possa essere
ulteriormente arricchito con norme orientate alla semplificazione
delle attività delle AdSP e al rafforzamento della loro
autonomia gestionale e operativa. Da parte nostra, con il massimo
spirito collaborativo, in sede di audizione presso le competenti
Commissioni parlamentari - ha concluso il presidente di
Federlogistica - illustreremo le nostre proposte, con l'auspicio che
possano contribuire a un percorso condiviso e a una approvazione
della riforma con il più ampio consenso possibile».