 L'Onboard Carbon Capture and Storage (OCCS), ovvero la cattura e
lo stoccaggio della CO2 direttamente a bordo delle navi, anche se
non rappresenta una soluzione definitiva alla decarbonizzazione del
trasporto marittimo, è una delle soluzioni più
promettenti per colmare il divario tra gli obiettivi climatici e le
attuali limitazioni alla disponibilità di combustibili
alternativi. Lo evidenzia il rapporto “Onboard Carbon Capture
and Storage Review” commissionato a Lloyd's Register Advisory
dall'International Chamber of Shipping (ICS). Il documento
sottolinea che la tecnologia OCCS sta guadagnando terreno come
potenziale soluzione per consentire sia alle navi di nuova
costruzione che a quelle esistenti di conformarsi alle normative
sempre più stringenti sulle emissioni di gas serra e, in
particolare, specifica che l'OCCS è una delle poche opzioni a
breve termine in grado di fornire significative riduzioni delle
emissioni tank-to-wake di gas serra per le navi che continueranno a
operare con combustibili convenzionali o di transizione fino al
2030.
Presentando oggi i risultati dello studio, l'ICS ha evidenziato
che il rapporto è stato commissionato in un momento in cui il
trasporto marittimo internazionale sta compiendo progressi nel suo
percorso di decarbonizzazione e in cui ad oggi non sono disponibili
combustibili alternativi su larga scala. Il rapporto analizza lo
stato attuale delle tecnologie OCCS, includendo una valutazione
comparativa basata su criteri chiave quali la maturità
tecnologica, il consumo di carburante, i costi, la sicurezza e le
prestazioni ambientali, nonché gli ultimi sviluppi del quadro
normativo.
Il rapporto precisa che, se che l'OCCS è tecnicamente
fattibile ed è già stato dimostrato in mare su diverse
tipologie di navi e tecnologie, tuttavia la sua diffusione
commerciale dipende dalla risoluzione di tre lacune che sono
interconnesse: l'integrazione a bordo, l'infrastruttura per lo
smaltimento del carbonio e la certezza relativamente alle norme e
dal punto di vista economico.
Il rapporto spiega che dal punto di vista economico la
competitività dell'OCCS dipende fortemente dall'evoluzione
dei prezzi del carbonio e dei combustibili. Gli studi di fattibilità
mostrano che i costi di retrofit possono essere significativi.
Tuttavia, con l'aumento delle penalizzazioni sulle emissioni e lo
sviluppo di mercati per l'utilizzo della CO2 catturata, la
convenienza economica tende a migliorare sensibilmente.
Relativamente alle norme in vigore, il rapporto rileva che il
quadro regolatorio internazionale risulta ancora frammentato e
incompleto e, sul fronte della contabilizzazione delle emissioni,
gli strumenti attualmente adottati dall'IMO, come l'EEDI, l'EEXI e
il CII, non prevedono metodologie specifiche per riconoscere la CO2
catturata a bordo. Ciò significa che, pur riducendo le
emissioni effettive, ad oggi l'installazione di sistemi di cattura
non genera benefici diretti in termini di conformità
normativa. La situazione europea, invece, appare più
avanzata, in quanto, nell'ambito del sistema europeo di scambio di
quote di emissioni EU ETS, la CO2 catturata e successivamente
stoccata in modo permanente può già tradursi in un
vantaggio economico concreto. Tuttavia, il regolamento europeo
FuelEU Maritime non contempla ancora il riconoscimento dell'OCCS e
potrà farlo soltanto dopo lo sviluppo di una metodologia
ufficiale, previsto nell'ambito della revisione regolamentare
prevista entro il 2027.
Il rapporto osserva che l'assenza di regole chiare rappresenta
quindi uno dei principali ostacoli allo sviluppo commerciale della
tecnologia, dato che limita gli incentivi agli investimenti, e
rimarca che il vero fattore abilitante sarà proprio
l'evoluzione del quadro normativo e solo attraverso il
riconoscimento ufficiale dell'anidride carbonica catturata, la
creazione di standard armonizzati e lo sviluppo di infrastrutture
internazionali dedicate sarà possibile trasformare l'OCCS da
soluzione sperimentale a componente strutturale della
decarbonizzazione marittima.
«Ci vorranno - ha commentato Chris Waddington, direttore
tecnico di ICS - alcuni anni prima che la disponibilità di
carburanti verdi sia in linea con la domanda e, nel frattempo, la
cattura e lo stoccaggio del carbonio a bordo ha il potenziale per
dare un contributo significativo alla decarbonizzazione del settore
marittimo. Le numerose opzioni tecnologiche e il complesso quadro
normativo possono essere disorientanti. Ciononostante, il rapporto
risponde a molte delle domande che gli armatori si sono posti e
fornisce un ottimo punto di partenza per coloro che stanno valutando
l'OCCS come parte della propria strategia di decarbonizzazione».
«Gli armatori - ha sottolineato Olympia Tsitonaki,
Decarbonisation Specialist e project leader del rapporto per Lloyds
Register Advisory- hanno bisogno di opzioni pratiche grazie alle
quali poter agire subito per migliorare le prestazioni in termini di
emissioni, continuando al contempo ad operare in modo efficiente.
Con l'inasprirsi delle normative, il settore è alla ricerca
di strumenti, informazioni e garanzie che possano supportare
decisioni migliori in materia di gestione della flotta e
pianificazione degli investimenti. Questo rapporto fornisce una
visione più chiara dello stato attuale della cattura del
carbonio a bordo, delle sfide ancora da affrontare e di come
potrebbe supportare gli obiettivi di conformità ed efficienza
negli anni a venire».
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