
L'U.S. Central Command ha rivendicato l'attacco alla product
tanker
Settebello
(
del
10
giugno 2026). La statunitense Centcom ha comunicato che la nave
è stata resa inattiva nel Golfo di Omand dopo che un'altra
nave aveva violato il blocco in atto tentando di trasportare
petrolio dall'Iran. Il riferimento è ad un altro attacco
condotto nelle ore precedenti nel Golfo di Oman contro la nave
cisterna
Marivex, i cui 24 marittimi dell'equipaggio sono
stati tratti in salvo da elicotteri della Marina dell'Oman.
Centcom ha specificato che un velivolo statunitense ha colpito
la sala macchine della Settebello dopo che l'equipaggio aveva
più volte rifiutato di adeguarsi alle indicazioni delle forze
armate americane.
Il governo indiano ha condannato l'attacco alla Settebello.
Il Ministero degli Affari esteri di Nuova Delhi ha reso noto che,
dei 24 membri dell'equipaggio di nazionalità indiana a bordo
della nave, sinora 21 sono stati tratti in salvo, mentre tre
risultano dispersi. «Il ripetersi di attacchi contro navi
mercantili nella regione - ha denunciato il dicastero in una nota -
sono motivo di profonda preoccupazione e rappresentano una diretta
conseguenza del conflitto in corso. Ribadiamo il nostro appello per
un'immediata de-escalation delle tensioni e per la conclusione dei
negoziati in corso per una soluzione diplomatica, affinché la
pace e la stabilità possano tornare nella regione. Gli
attacchi contro navi mercantili e infrastrutture civili nella
regione devono cessare e la libera navigazione e il libero
commercio, senza ostacoli, nelle vie navigabili internazionali della
regione devono essere ripristinati al più presto nel rispetto
del diritto internazionale».
Il segretario generale dell'International Maritime Organization
ha espresso profonda preoccupazione e ferma condanna per l'attacco
alla Settebello: «condanno fermamente - ha affermato
Arsenio Dominguez - qualsiasi atto, da parte di chiunque, che metta
in pericolo la vita dei marittimi e la sicurezza della navigazione
internazionale. Questo è semplicemente inaccettabile. Il mio
pensiero va alle famiglie dei tre marittimi dispersi e a tutti
coloro che attendono notizie dei membri dell'equipaggio».
«Tutte le azioni che interessano la navigazione internazionale
- ha aggiunto - devono rispettare pienamente il diritto
internazionale e la sicurezza della vita in mare. La protezione dei
marittimi è una responsabilità condivisa che deve
rimanere prioritaria».
L'IMO ha specificato che dal 28 febbraio scorso ad oggi si sono
verificati 43 attacchi contro navi mercantili nello Stretto di
Hormuz e nelle aree circostanti, con 11 vittime accertate tra i
marittimi.