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PORTI
Uno studio spiega come rendere più attrattivo ed efficace l'uso degli impianti OPS nei porti europei
Necessarie, tra l'altro, tariffe più chiare e comparabili
Bruxelles
28 maggio 2026
Il Parlamento europeo ha pubblicato un nuovo studio promosso
dalla Commissione per i trasporti e il turismo (TRAN) e realizzato
dalla società di consulenza olandese FIER Sustainable Mobilty
sui prezzi delle ricariche elettriche per le auto elettriche e per
la fornitura di energia elettrica da terra alle navi nei porti.
Relativamente agli impianti di Onshore Power Supply (OPS) da
installare nei porti per erogare energia elettrica alle navi
all'ormeggio, il documento ricorda che il regolamento europeo FuelEU
Maritime stabilisce che i porti strategici della rete
infrastrutturale transeuropea TEN-T debbano dotarsi entro la fine
del 2029 di infrastrutture per l'alimentazione elettrica da terra
per servire la maggior parte degli scali di grandi navi
portacontainer e di navi passeggeri e che, a partire dal 2030,
alcune navi saranno tenute a collegarsi agli OPS, laddove
disponibili, e a utilizzare tale sistema per soddisfare la loro
intera la domanda di energia elettrica all'ormeggio o ad usare una
soluzione equivalente a zero emissioni quando sono ormeggiate.
Lo studio specifica che l'alimentazione elettrica da terra è
fornita in condizioni di monopolio o quasi monopolio e che,
tuttavia, la tariffazione dell'alimentazione elettrica da terra non
è ancora soggetta allo stesso tipo di norme tariffarie UE che
regolano la ricarica pubblica degli autoveicoli elettrici. Infatti,
se i prezzi della ricarica dei veicoli elettrici devono essere
ragionevoli, trasparenti, comparabili e non discriminatori ai sensi
del regolamento europeo sulle infrastrutture per i combustibili
alternativi (AFIR), non esiste un principio tariffario equivalente a
livello UE per l'alimentazione elettrica da terra nei porti.
Pertanto, ad oggi una nave ormeggiata in un determinato porto spesso
non può scegliere tra diversi fornitori di alimentazione
elettrica da terra.
Inoltre, lo studio rileva che i prezzi per l'alimentazione
elettrica da terra differiscono notevolmente tra i porti dell'UE.
Spesso le tariffe energetiche vengono combinate con elementi fissi,
legati alla connessione, basati sulla richiesta o includono un
addebito minimo, il che rende i prezzi difficili da confrontare e
può comportare costi medi più elevati per le navi più
piccole o per gli utenti che stazionano nei porti per brevi periodi.
Lo studio evidenzia che, senza regole più chiare sulle
tariffazioni, si corre il rischio che i servizi OPS diventino
disponibili sulla carta, ma rimangano poco attraenti o difficili da
utilizzare nella pratica.
Lo studio osserva che, pertanto, per quanto riguarda i servizi
OPS, l'UE dovrebbe sviluppare un quadro di riferimento di base per
la governance dei prezzi, con un livello di tariffazione che
dovrebbe favorire il recupero dei costi senza penalizzare
ingiustamente i primi utilizzatori del servizio, le navi più
piccole o le soste brevi. Inoltre, una struttura tariffaria più
chiara aiuterebbe i porti, gli armatori e i responsabili politici a
valutare se i prezzi degli OPS siano ragionevoli e supportino
l'obiettivo più ampio di un trasporto marittimo più
pulito.
In particolare, lo studio osserva che, in primo luogo, l'UE
dovrebbe valutare l'introduzione di uno standard minimo per la
trasparenza delle tariffe dell'OPS e, per i servizi OPS accessibili
al pubblico, i gestori di porti o di terminal portuali dovrebbero
pubblicare un tariffario chiaro che indichi almeno il prezzo
dell'energia, eventuali costi fissi per scalo o connessione,
qualsiasi elemento legato alla capacità, il trattamento
fiscale e se i costi di rete o di servizio vengono addebitati
separatamente. In secondo luogo, i confronti tariffari dovrebbero
passare dai prezzi nominali a confronti basati su scenari di €/kWh
effettivi. Rilevando tuttavia che, dato che i servizi OPS sono
spesso prezzati attraverso un mix di costi volumetrici e fissi e
quindi la pubblicazione del solo €/kWh può essere
fuorviante, soprattutto per gli scali di breve durata o a basso
consumo, lo studio osserva che la Commissione Europea dovrebbe
sviluppare un metodo di confronto comune basato su scenari standard
di scalo delle navi, in modo che i porti possano essere confrontati
su base omogenea e le strutture tariffarie fisse sproporzionate
diventino palesi.
Lo studio rileva che l'UE dovrebbe valutare anche lo sviluppo di
un test operativo per la determinazione di prezzi ragionevoli per i
servizi OPS nell'ambito di un contesto di obbligatorietà
dell'utilizzo. In pratica - precisa il documento - ciò
significa che le tariffe dovrebbero essere giustificabili da fattori
di costo identificabili: approvvigionamento di energia elettrica,
oneri di rete regolamentati, recupero dei costi delle
infrastrutture, rischio di utilizzo e un margine di servizio
proporzionato. Inoltre, le tariffe fisse dovrebbero essere esaminate
con particolare attenzione laddove penalizzino i piccoli utenti,
quelli che effettuano brevi soste o quelli che per primi adottano il
servizio.
Lo studio osserva poi che le politiche dell'UE e degli Stati
membri dovrebbero fare di più per ridurre le barriere di
costo a monte che rendono gli OPS costosi, dato che vincoli di rete
e costi supplementari di capacità possono influenzare in modo
sostanziale le tariffe finali e, in alcuni porti, possono diventare
il vero collo di bottiglia per l'implementazione del servizio.
Secondo lo studio, l'UE dovrebbe valutare anche la possibilità
di rafforzare la parità di condizioni e gli incentivi
all'adozione del servizio OPS, dato che l'esperienza internazionale
suggerisce che rendere obbligatorio l'OPS è più
efficace che affidarsi esclusivamente all'uso del servizio su base
volontaria. Il regime californiano per l'alimentazione in banchina -
spiega il documento - ne è l'esempio più lampante
avendo esteso i requisiti di controllo obbligatori ad ulteriori
tipologie di navi, comprese le petroliere, dimostrando che gli
obblighi vincolanti possono trasformare l'alimentazione da terra da
progetto pilota a pratica di routine. Nel contesto UE - precisa lo
studio - ciò giustifica due passi successivi: una più
rigorosa applicazione degli obblighi di utilizzo dell'OPS per il
2030/2035 e una revisione anticipata dell'ambito di applicazione
attuale, al fine di estenderlo laddove giustificato.
OPS price per kWh compared with bare electricity costs
Country
Port
OPS sites
OPS points
Average price
Bare electricity costs
Difference
Belgium
Antwerp-Bruges
4
3
€ 0,270
€ 0,159
€ 0,11
France
HAROPA
4
8
€ 0,250
€ 0,137
€ 0,11
France
Marseille Fos
3
13
€ 0,250
€ 0,137
€ 0,11
Germany
Bremen-Bremerhaven
4
7
€ 0,316
€ 0,183
€ 0,13
Germany
Hamburg
6
11
€ 0,316
€ 0,183
€ 0,13
Greece
Piraeus
1
4
n.a.
€ 0,169
-
Italy
Genoa
3
11
n.a.
€ 0,177
-
Italy
Gioia Tauro
1
0
n.a.
€ 0,177
-
Malta
Marsaxlokk
4
18
€ 0,197
€ 0,133
€ 0,06
Netherlands
Rotterdam
4
5
€ 0,350
€ 0,163
€ 0,19
Poland
Gdansk
2
0
n.a.
€ 0,130
-
Portugal
Sines
1
0
€ 0,111
€ 0,114
€ 0,00
Spain
Algeciras
1
20
€ 0,220
€ 0,124
€ 0,10
Spain
Barcelona
4
11
€ 0,220
€ 0,124
€ 0,10
Spain
Valencia
2
4
€ 0,220
€ 0,124
€ 0,10
Source: Authors' own elaboration (FIER, 2026) based on
consultations with ports
L'Autorità del Canale di Suez ha annunciato
l'applicazione di supplementi alle tariffe di transito nel canale
egiziano per la gran parte delle principali tipologie di navi che
trasportano merci, che entreranno in vigore dal prossimo 15 luglio.
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