
Nel 2025 i servizi di trasporto combinato strada-rotaia nell'UE
hanno movimentato 3,9 milioni di spedizioni, pari a 7,8 milioni di
container teu, cifre che rappresentano entrambe incrementi del +1,5%
sull'anno precedente. Lo ha reso noto l''UIRR, l'associazione
europea che rappresenta operatori e professionisti del settore
nonché gestori di terminal intermodali, in occasione della
propria assemblea generale tenutasi a Bruxelles, evidenziando che la
crescita registrata lo scorso anno è in linea con quella del
prodotto interno lordo dell'UE e che nel 2025 è stato segnato
un rialzo leggermente superiore, pari al +2,2%, delle performance
operative del comparto in termini di tonnellate-chilometro che sono
ammontate a 65,39 miliardi, nonché del totale delle merci
trasportate che si sono attestate a 81,03 milioni di tonnellate di
merci (+3,7%).
Il rapporto annuale 2025 dell'associazione spiega che l'aumento
del numero di spedizioni movimentate lo scorso anno è stata
in gran parte attribuibile all'accentuata crescita dei servizi di
trasporto combinato nazionali in Francia, resa possibile
dall'apertura di nuovi terminal e dal lancio di nuovi servizi.
Tuttavia, la performance complessiva maschera un calo del -1,1%
registrato nei collegamenti transfrontalieri, che è dovuto
principalmente alla Germania dove si è perso il 20% del
traffico del 2024, ovvero una spedizione su cinque trasportata sia
nel trasporto combinato nazionale che in quello di transito. Il
documento precisa che le prestazioni relativamente positive del
trasporto transfrontaliero nell'Europa centrale non sono riuscite a
compensare la situazione in Germania, che si prevede peggiorerà
ulteriormente nel 2026. Il rapporto evidenzia che i lavori di
ristrutturazione dei corridoi ferroviari in corso in Germania, che
comportano chiusure totali delle linee per mesi e un'insufficiente
capacità di trasporto su percorsi alternativi con parametri
tecnici inferiori, minacciano la sopravvivenza stessa del trasporto
intermodale nella nazione.
Il documento precisa che tali criticità determinano costi
aggiuntivi sostenuti dagli operatori impegnati a mantenere i servizi
sono risultati pari ad oltre il 30% delle spese totali. Un esempio è
la deviazione via Tarvisio (Italia), invece che via Brennero,
prevista per quest'anno e il prossimo. La deviazione è di
circa 500 chilometri e richiede almeno 12 ore di viaggio in più.
Di conseguenza, le attrezzature degli operatori e dei clienti
rimangono ferme per un giorno in più e le merci trascorrono
un giorno intero in più in transito.
«I lavori di ristrutturazione dei corridoi in Germania,
noti anche come “Generalsanierung” - ha spiegato Michail
Stahlhut, amministratore delegato del gruppo Hupac e presidente
della UIRR sino alla fine del 2025 - comportano chiusure totali per
mesi e offrono una capacità di trasporto insufficiente sui
percorsi alternativi. Ciò minaccia la sopravvivenza stessa
del trasporto intermodale e comporta costi aggiuntivi considerevoli.
Una deviazione di 500 chilometri, principalmente all'estero e con
elevati costi aggiuntivi, può aggiungere 12 ore all'intero
viaggio. Di conseguenza, i mezzi degli operatori e le merci dei
clienti rimangono fermi per un giorno in più. La chiusura
completa di singole linee per un periodo prolungato è
disastrosa dal punto di vista macroeconomico. Le merci non possono
essere trasportate affatto, o solo con enormi ritardi».
Lo scorso anno il numero di spedizioni gestite nei terminal di
proprietà e/o operati dagli associati della UIRR è
diminuito del -4,8% annullando completamente la crescita registrata
nel 2024. UIRR ha reso noto che nel corso del 2025 la maggior parte
dei terminal ha registrato difficoltà operative a causa del
drastico peggioramento della puntualità del trasporto merci
su rotaia determinato dall'eccessivo numero e volume di lavori lungo
la rete infrastrutturale ferroviaria europea, a cui si aggiunge
l'effetto di linee ferroviarie alternative che sono risultate
inadeguate per i treni merci.