 L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM)
ha autorizzato l'operazione di acquisizione del 100% del capitale
sociale di Terminal San Giorgio (TSG) detenuto dal gruppo Gavio da
parte della Ignazio Messina & C. prendendo atto dei rimedi
proposti lo scorso 13 aprile dalle parti con l'apporto di modifiche
al patto parasociale tra il gruppo Messina e Marinvest, società
indirettamente controllata dal gruppo armatoriale Mediterranean
Shipping Company (MSC). L'operazione era già stata
autorizzata nel 2024 subordinandola ad alcune prescrizioni volte a
limitare possibili effetti anticoncorrenziali, ma un nuovo
approfondimento istruttorio è stato avviato dopo successive
pronunce del TAR Lazio e del Consiglio di Stato
(
del 5
luglio 2023, del 5
marzo 2024, del 17
febbraio e 21
aprile 2026).
L'istruttoria è stata volta ad appurare se l'integrazione
fra il terminal multipurpose genovese Terminal San Giorgio,
specializzato nel traffico di rotabili, con le attività di
Ignazio Messina & C., che opera servizi di trasporto marittimo
di container e rotabili oltre che nella logistica intermodale e in
altri campi e che gestisce anch'essa un terminal multipurpose nel
porto di Genova, potesse alterare le condizioni di concorrenza nei
collegamenti marittimi da e per Genova. Inoltre, sono stati
approfonditi i rapporti tra le diverse compagnie che operano sulle
principali rotte del Tirreno e sugli effetti che potrebbero derivare
dall'integrazione tra attività terminalistiche e servizi di
trasporto marittimo.
L'AGCM ha ritenuto che le misure proposte lo scorso aprile siano
“in grado di elidere qualsiasi forma di influenza di Marinvest
nella gestione di TSG derivante dal Terminal Business, sia nella sua
versione originaria sia in quella oggetto dei rimedi a suo tempo
imposti, e, dunque, idonee a sterilizzare gli effetti verticali
dell'operazione”. “Al riguardo - precisa il
pronunciamento dell'Autorità Antitrust - rileva,
innanzitutto, il fatto che l'attività terminalistica
riferibile a TSG non sarà mantenuta all'interno del Terminal
Business, ma conferita in una nuova società. Tale soluzione
rafforza, infatti, i presidi volti a sterilizzare il controllo di
Marinvest. In secondo luogo, si osserva che, per effetto delle
modifiche al patto vigente proposte dalle parti - e i conseguenti
adeguamenti statutari -, il presidente del CdA e i CEOs di IM&C
saranno nominati esclusivamente da GM senza alcuna preventiva
consultazione con Marinvest - nonché in aggiunta a quanto
proposto dalle parti, con altre società del gruppo MSC -
scongiurando il rischio che 'gli amministratori così
incaricati potrebbero comunque avere un incentivo a evitare
politiche contrastanti con gli interessi di Marinvest'. In terzo
luogo, il potere di nominare tutti i membri del CdA di TSG è
attribuito esclusivamente al presidente del CdA e ai CEOs di IM&C
senza alcuna preventiva consultazione con Marinvest - nonché
in aggiunta a quanto proposto dalle parti - con altre società
del gruppo MSC e con il CdA di IM&C. Tali soggetti non potranno
(contemporaneamente) ricoprire incarichi in MSC, né potranno
averlo fatto nei tre anni precedenti. Laddove si adottino
integralmente previsioni analoghe anche con riferimento alle altre
figure apicali di TSG, intese come gli altri soggetti che abbiano
poteri di gestione di TSG, non solo si eviterà, per il
futuro, la configurazione di legami personali qualificati tra MSC e
TSG, ma anche ogni possibile leva di MSC su legami pregressi”.
“In quarto luogo - prosegue il pronunciamento - ai membri
del CdA e alle suddette figure apicali di TSG saranno attribuiti in
via esclusiva tutti i poteri di gestione di TSG, inclusa
l'approvazione di budget, business plan e investimenti. Inoltre, il
budget e il business plan di TSG saranno approvati autonomamente dal
proprio consiglio di amministrazione, senza approvazione da parte di
IM&C (e quindi anche da parte di Marinvest/MSC). Tale previsione
è volta a evitare che 'Marinvest continu[i] a mantenere un
potere di voto sui documenti strategici relativi alla gestione del
terminal business', come stigmatizzato dal Consiglio di Stato in
merito alla precedente governance del Terminal Business di TSG”.
L'Antitrust ha esaminato anche le contestazioni formulate dal
gruppo armatoriale Grimaldi attraverso Grimaldi Euromed, che aveva
presentato un ricorso accolto dal TAR per il Lazio ottenendo prima
l'annullamento del provvedimento e poi la conferma da parte del
Consiglio di Stato, e aveva richiesto e ottenuto di partecipare
all'ultimo procedimento avviato dall'AGCM. In particolare, Grimaldi
contestava la definizione non corretta dell'ambito geografico entro
cui valutare la concorrenza tra terminal portuali e la
sottovalutazione degli effetti orizzontali della concentrazione,
sostenendo che l'operazione avrebbe rafforzato in modo significativo
la posizione di mercato del gruppo Messina nei servizi
terminalistici per rotabili. Inoltre, per Grimaldi le modifiche al
patto parasociale proposte non erano sufficienti as eliminare
l'influenza di Marinvest sulla gestione delle attività
terminalistiche.
Ritenendo invece che le misure proposte, nel complesso, siano
idonee a garantire che la gestione operativa e strategica di TSG sia
posta sotto il controllo esclusivo del gruppo Messina, “che,
pur avendo la capacità di mettere in atto strategie di input
foreclosure, non ne avrebbe però l'incentivo in quanto
operatore che non compete con Grimaldi nei mercati a valle del
trasporto rotabili e quindi non avrebbe beneficio alcuno
dall'adozione di siffatte strategie”, l'AGCM ha deliberato di
autorizzare l'operazione di concentrazione a condizione che Ignazio
Messina & C. dia piena ed effettiva esecuzione alle misure
proposte entro quindici giorni dalla notifica del provvedimento.
L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha
autorizzato anche l'operazione consistente nell'acquisizione da
parte dello stesso gruppo MSC, tramite la società
integralmente controllata SAS Shipping Agencies Services Sarl (SAS),
del controllo esclusivo di una società di nuova costituzione
nella quale saranno conferite Jobson Italia, e le partecipazioni da
essa detenute nelle società controllate, e United Arab
Shipping Engineering & Ship Repair Services LLC (UASC UAE).
Jobson Italia è la principale società operativa
del gruppo Asso ed è attiva prevalentemente nei settori della
manutenzione, riparazione e revisione e dei servizi di refitting nei
comparti marittimo, oil & gas e industriale, ed è anche
attiva nel settore della manutenzione di materiale rotabile
attraverso la controllata Jobson Rail Srl. UASC UAE ha sede a Dubai
ed è attiva nei servizi di ingegneria navale e riparazione
navale. A conclusione dell'operazione, SAS deterrà il 64% del
capitale sociale della nuova società, mentre il restante 36%
sarà detenuto dai soci di Asso.
Secondo l'AGCM, l'operazione non solleva particolari criticità
concorrenziali in quando la presenza del gruppo MSC nel mercato
della riparazione e manutenzione navale è attualmente molto
limitata, con quote inferiori all'1%, mentre anche le società
acquisite detengono quote modeste sia a livello europeo che
mondiale. L'Autorità Antitrust ha valutato anche i possibili
effetti verticali derivanti dall'integrazione tra le attività
di manutenzione navale e i servizi di trasporto marittimo, logistica
e terminalistica operati da MSC, osservando che la presenza di
numerosi operatori concorrenti e il ridotto peso di Jobson Italia e
UASC UAE nel mercato della manutenzione portano ad escludere il
rischio di effetti di preclusione o di restrizioni significative
della concorrenza.
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