 Nel quarto trimestre del 2025 è proseguita la marcata
flessione dei ricavi della compagnia di navigazione containerizzata
Yang Ming Marine Transport Corporation che nel periodo sono
risultati pari a 37,3 miliardi di dollari taiwanesi (1,5 miliardi di
dollari USA), con un calo del -30,3% sull'ultimo trimestre dell'anno
precedente. Dopo otto trimestri con segno positivo, il risultato
operativo si è deteriorato fino a diventare negativo e pari a
-721,9 milioni di dollari di Taiwan rispetto ad un utile operativo
di 13,2 miliardi nel periodo ottobre-dicembre del 2024. L'utile
netto trimestrale è stato di 2,4 miliardi (-81,2%).
Nell'intero esercizio annuale 2025 i ricavi sono ammontati a
163,6 miliardi di dollari taiwanesi, con una diminuzione del -26,6%
sul 2024. L'utile operativo è stato di 14,8 miliardi (-78,1%)
e l'utile netto di 17,4 miliardi (-73,0%).
Yang Ming ha specificato che nel 2025 i propri servizi
transpacifici hanno risentito di fattori tra cui principalmente
quello del valore dei noli, mentre i mercati europeo e
intra-asiatico hanno registrato risultati relativamente stabili.
Comunicando oggi questi risultati, la compagnia di Keelung ha
reso nota una delibera del consiglio di amministrazione che prevede
l'acquisto di sei nuove portacontainer dual-fuel a GNL da circa
13.000 teu. Relativamente alle prospettive del mercato delle navi
portacontenitori, Yang Ming ha osservato che se la capacità
globale della flotta di portacontainer container è destinata
a crescere ulteriormente, con circa 1,59 milioni di teu di capacità
previsti in consegna nel 2026, e se per l'anno la crescita
dell'offerta di stiva è attesa pari al +3,8% mentre si
prevede che l'aumento della domanda si manterrà al +2,5%,
tuttavia si stima che il divario tra domanda e offerta si ridurrà.
Inoltre - ha rilevato la compagnia - con gli standard di
decarbonizzazione sempre più rigorosi, si prevede
l'introduzione di misure come la riduzione della velocità di
navigazione e il graduale ritiro del tonnellaggio più
vecchio, fattori che potrebbero accelerare la demolizione delle navi
obsolete e contribuire ad una contrazione dell'offerta disponibile,
concorrendo a compensare una parte della nuova capacità.
Yang Ming ha quindi specificato di essere ancora determinata a
raggiungere i propri obiettivi a medio-lungo termine che prevedono
la crescita della consistenza della sua flotta a 124 navi per una di
stiva di 1,25 milioni di teu, rispetto alle attuali 96 navi per
723mila teu, e il raggiungimento di una quota di mercato compresa
tra il 3,0% e il 3,5% entro il 2032. In particolare, il piano
prevede che navi di nuova generazione rimpiazzino unità
obsolete o navi il cui noleggio è in scadenza della capacità
compresa tra 4.250 e 6.500 teu. La compagnia ha evidenziato,
inoltre, che la classe di navi di nuova generazione da 13.000 teu è
altamente compatibile con l'attuale flotta di unità da 10.000
teu e si prevede che costituirà la spina dorsale dei servizi
est-ovest della Yang Ming, in quanto - ha precisato la società
- si tratta di unità che offrono economie di scala ottimali e
flessibilità di impiego lungo le principali rotte, tra cui
quella tra l'Asia e le coste orientale e occidentale del Nord
America, il Sud America e il Mediterraneo.
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