
La Confederazione Italiana Armatori ha espresso apprezzamento
per l'approvazione alla Camera dell'emendamento 4.100 al
decreto-legge Energia, che modifica l'articolo 23 del decreto
legislativo 9 giugno 2020, n. 47, in materia di “messa
all'asta delle quote”. Confitarma ha evidenziato che
l'intervento consente al governo di destinare una quota dei proventi
dell'ETS, il sistema di scambio di quote di emissioni dell'UE, al
Sea Modal Shift, favorendo il riequilibrio modale dal trasporto
stradale delle merci a quello marittimo. «Si tratta - ha
sottolineato oggi la Confederazione in una nota - di un passo
importante nella direzione, più volte indicata da Confitarma,
di reinvestire le risorse generate dal sistema ETS, e sostenute
anche dal trasporto marittimo, in misure a supporto della
transizione energetica del settore».
Confitarma ha ricordato che nel 2024 l'Italia ha incassato oltre
2,6 miliardi di euro dalle aste ETS, risultando il terzo Paese
dell'Unione Europea per gettito complessivo, e ha reso noto che,
secondo le stime del Centro Studi di Confitarma, nel 2025 il
trasporto marittimo contribuirà per oltre 620 milioni di
euro, per un totale che supererà i sei miliardi entro il
2030.
In questo contesto, Confitarma ha richiamato l'attenzione delle
istituzioni sull'impatto del sistema ETS sui traffici ro-ro e, in
particolare, sul trasporto dei TIR via mare. «Nel biennio
2024-2025, limitatamente ai collegamenti realmente alternativi alla
strada, in ambito continentale e con la Sicilia - ha rilevato
Confitarma - si registra un calo superiore al 7% dei mezzi
imbarcati, con un conseguente incremento di oltre 82 milioni di
chilometri percorsi su strada. Complessivamente, si stima che circa
70.000 TIR abbiano abbandonato le rotte marittime alternative alla
strada, con effetti negativi in termini di emissioni, congestione e
costi esterni a carico del sistema Paese».
«È ora essenziale - ha conclude la nota - che le
risorse generate dal sistema ETS, in attesa della sua auspicata
sospensione, siano stabilmente reinvestite nel settore marittimo,
per evitare distorsioni competitive e sostenere concretamente la
transizione ecologica».