
Assarmatori ha espresso «piena soddisfazione» per
l'approvazione di ieri da parte del Senato del disegno di legge
“Valorizzazione della Risorsa Mare”, evidenziando che la
proposta normativa «al suo interno contiene diverse novità
e semplificazioni a lungo caldeggiate dall'associazione armatoriale
per rendere il comparto del trasporto marittimo più moderno e
competitivo, aumentando nel contempo l'attrattività della
bandiera italiana».
«Senza entrare nei tecnicismi - ha spiegato il presidente
di Assarmatori, Stefano Messina - accogliamo con favore questa
notizia perché nel testo del decreto finalmente vengono
superate, a costo zero per le casse dello Stato, alcune regole ormai
non più attuali e viene previsto un più ampio ricorso
alla digitalizzazione, mettendo così il settore nelle
condizioni migliori per esprimere il suo potenziale a servizio
dell'economia italiana. Inoltre, è previsto un aggiornamento
anche per quanto riguarda l'arruolamento dei marittimi
extracomunitari, residenti in Italia, andando a superare un limite
del Codice della Navigazione che fino ad oggi consente l'iscrizione
alla Gente di Mare esclusivamente ai cittadini italiani e
comunitari». Il riferimento è all'articolo 21 del Ddl
che prevede modifiche all'articolo 119 del Codice della Navigazione
che, relativamente ai requisiti per l'iscrizione nelle matricole e
nei registri, al primo comma stabilisce che “possono
conseguire l'iscrizione nelle matricole della gente di mare i
cittadini italiani o comunitari di età non inferiore ai
sedici anni che abbiano i requisiti per ciascuna categoria stabiliti
dal regolamento”. Il disegno di legge propone di modificare,
al primo comma, le parole “o comunitari” sostituendole
dalle seguenti: “, di Stati membri dell’Unione europea,
di Stati membri dello Spazio economico europeo, della Svizzera o, se
residenti in Italia, di altri Stati”.
«Ci auguriamo che il Ddl, che contiene anche importanti
chiarimenti sulla distinzione fra trasporto marittimo e noleggio di
unità da diporto - ha aggiunto Messina - venga adesso
approvato anche dalla Camera in tempi stretti. A valle di questo
passaggio occorrerà poi riprendere in mano alcuni argomenti
che non hanno trovato spazio in questo testo. Ad esempio, è
urgente trovare una soluzione alla lacuna generata dalla mancata
ratifica della Convenzione di Londra del 1976 sui limiti della
responsabilità dell'armatore in materia di crediti marittimi
e garantire ai marittimi imbarcati su navi battenti bandiera di
Stati dell'Unione Europea o dello Spazio economico europeo lo stesso
trattamento fiscale già previsto per i marittimi imbarcati su
navi battenti bandiera italiana, dando quindi attuazione a un
impegno assunto dall'Italia nei confronti della Commissione Europea,
nell'ambito della revisione del regime del Registro internazionale.
Infine, occorre migliorare i criteri d'assegnazione dei contributi
destinati alla formazione iniziale del personale marittimo».