
Oggi nella sede di Palazzo Rosciano dell'Autorità di
Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale sono stati
illustrati i risultati del progetto per testare l'utilità dei
dispositivi esoscheletrici passivi nell'assistere i lavoratori
portuali con il fine di ridurre gli sforzi fisici a livello lombare
e a livello degli arti superiori, con particolare riferimento alle
spalle. Il progetto ha comportato tre anni di sperimentazione in
collaborazione con la Compagnia Portuale di Livorno (CPL).
Lo studio finale, affidato dall'authority portuale di Livorno
alla IUVO Srl, azienda spin-off della Scuola Superiore Sant'Anna
(Pisa), sviluppatrice della tecnologia esoscheletrica MATE, prodotta
da COMAU, leader mondiale nel campo dell'innovazione industriale, ha
dato un riscontro estremamente positivo. Gli esocheletri testati
nella prima fase dell'analisi sono stati di due tipi: i MATE-XB (per
il supporto lombare), utilizzati in scenari di simulazione
realistica delle attività di sollevamento e movimentazione di
cassette di frutta, azioni ad alto rischio da sovraccarico
biomeccanico tipicamente svolte presso il Terminal Livorno Reefer; i
MATE-XT (per il supporto dell'arto superiore), che sono stati
provati presso il Terminal Darsena Toscana con l'obiettivo di
sostenere le attività di movimentazione di aste lunghe e
delle piastre per il fissaggio di contenitori a bordo e a banchina
effettuato dalle maestranze della Compagnia Portuale. In entrambi i
casi le apparecchiature si sono rivelate estremamente efficaci: è
stato dimostrato che il MATE XB ha portato in media ad una riduzione
dell'attività dei muscoli erettori della schiena fino al 25%,
mentre il MATE XT ha ridotto l'attività dei muscoli elevatori
della spalla fino al 35%.
Nella seconda fase, sono state condotte attività di test
da parte dei lavoratori portuali durante lo svolgimento delle reali
attività lavorative per valutarne l'efficacia sul campo e
verificare l'assenza di interferenze. I risultati di questa fase
hanno confermato le evidenze precedentemente raccolte con riduzioni
dello sforzo percepito da parte dei lavoratori fino al 50%,
dimostrandone il forte impatto positivo sul fisico dei lavoratori
derivante dal loro impiego.
In occasione della presentazione odierna dei risultati del
progetto, a bordo della nave ECO Valencia della Grimaldi è
stata effettuata un' applicazione dimostrativa di un esoscheletro
lombare usato da un lavoratore della Compagnia per le manovre di
rizzaggio e derizzaggio di un rimorchio.
«Credo - ha commentato il presidente della CPL, Enzo
Raugei - sia una gran cosa avere dalla nostra parte la possibilità
di utilizzare un dispositivo basato su una tecnologia moderna il cui
obiettivo è quello di ridurre il rischio di contrarre col
tempo malattie professionali croniche invalidanti. Per questo
motivo, ci siamo resi disponibili fin da subito alla prima fase di
sperimentazione e, attualmente, anche alla seconda fase, che prevede
l'acquisto e l'utilizzo dei dispositivi, sottolineando il primato
della Compagnia livornese nell'impiego degli esoscheletri in ambito
portuale».
«Come abbiamo sempre sostenuto - ha ricordato il
presidente dell'Autorità di Sistema Portuale, Davide Gariglio
- uno degli obiettivi cardine dell'Autorità Portuale,
implicitamente indicati nell'art.6 della legge 84/94, è
quello di salvaguardare i livelli occupazionali in porto, favorendo
al contempo standard qualitativi sempre più alti. Il porto -
ha sottolineato - non è fatto soltanto di traffici e
infrastrutture ma soprattutto di persone, e ogni conquista fatta nel
campo del benessere sociale vale per noi più di ogni altra
cosa».