
No all'estensione all'area dello Stretto di Hormuz
dell'Operazione Aspides, la missione militare dell'Unione Europea
per proteggere le navi in transito nel Mar Rosso minacciate dagli
attacchi Houthi che sono iniziati alla fine del 2023. Lo hanno detto
pressoché all'unisono il portavoce del governo greco, Pavlos
Marinakis, e il ministro italiano degli Affari, Antonio Tajani,
rappresentanti quindi degli esecutivi delle due nazioni le cui navi
attualmente costituiscono la forza navale della missione, in
occasione della riunione odierna a Bruxelles del Consiglio dei
ministri degli Affari esteri dell'UE il cui ordine del giorno
include la situazione in Medio Oriente.
Marinakis ha sottolineato che «l'Operazione Aspides è
circoscritta geograficamente al Mar Rosso e non riguarda lo Stretto
di Hormuz» e che il suo obiettivo «è la
sorveglianza e la protezione delle navi. Questo - ha specificato - è
il coinvolgimento della Grecia. Dopo aver avuto contatti con il
Ministero degli Affari esteri - ha aggiunto il portavoce del governo
di Atene - ribadisco che il nostro Paese continua a chiedere
all'Iran di astenersi da qualsiasi azione che ostacoli la libertà
di navigazione. È fondamentale, e tutto il mondo ne comprende
il motivo: applicazione universale del diritto internazionale.
Questa è la posizione del nostro Paese che è per un
ritorno alla diplomazia. E in nessun caso, lo ribadisco, intendiamo
entrare in guerra».
Tajani ha evidenziato che l'Operazione Aspides «è
una missione di difesa» e perciò - ha osservato - «non
mi pare si possa allargare a Hormuz».