
Fit Cisl Savona ha espresso preoccupazione per l'impatto che la
riduzione di traffico a Vado Gateway potrebbe avere sui lavoratori
del container terminal del porto di Vado Ligure. «Siamo
preoccupati - ha spiegato Danilo Causa, responsabile presidio
territoriale Fit Cisl Savona - perché Vado Gateway ha
annunciato alle organizzazioni sindacali che ha perso il servizio
West Africa che garantiva almeno 4.500 containers a settimana: in
sintesi di tratta di quasi il 50% del totale dei traffici del
terminal. È un situazione che potrebbe generare ricadute
negative anche sul personale, a partire dai lavoratori a tempo
determinato in scadenza di contratto: abbiamo immediatamente fatto
richiesta di incontro urgente per capire quali potrebbero essere le
dinamiche future».
«Qualcuno - ha proseguito Causa - ha fatto scelte diverse,
ma noi non possiamo permetterci di perdere nessun posto di lavoro,
quale nostra priorità per quel terminal e per tutto il
territorio savonese, a prescindere dalla forma contrattuale. Noi,
come abbiamo già evidenziato nei mesi scorsi, siamo
ovviamente a favore del lavoro a tempo pieno, indeterminato e
stabile, ma per onestà intellettuale, nel rispetto della
legge e dei Ccnl firmati da tutte e tre le organizzazioni sindacali,
ricordiamo che ci sono varie forme contrattuali previste ed
accettate quali il tempo determinato, il part-time, il lavoro a
chiamata e il lavoro in somministrazione. Il nostro obiettivo è
sempre quello di ottenere il massimo per i lavoratori, ma non
possiamo rifiutare l'alternativa del lavoro a tempo determinato o
part-time che è migliorabile ma sicuramente preferibile a non
avere nessun rapporto di lavoro».
«Decisamente - ha precisato il rappresentante di Fit Cisl
Savona - ci piace meno il lavoro “somministrato”
soprattutto in porto, dove tanti ragazzi ogni giorno, anche più
di una volta al giorno, vanno ad “elemosinare” un turno
di lavoro. Crediamo che questo nel 2026 non dovrebbe più
essere accettabile nel mondo del lavoro. Purtroppo, qualcuno ancora
parla della legge 84/94 sui porti solo quando conviene, dimenticando
che questa parla del lavoro a chiamata per l'articolo 17 senza tener
conto che questi lavoratori quando non lavorano percepiscono l'IMA,
un'indennità' che li copre parzialmente del mancato
avviamento al lavoro. Anche alcuni articoli 16 sono a chiamata in
porto, ma sono lavoratori a tempo determinato o indeterminato con la
garanzia di lavorare sempre almeno le ore contrattuali. Ma dei
somministrati che durano anche 5/6 anni in carica - ha denunciato
Causa - di questi nessuno se ne interessa, nemmeno chi invece si
professa contro il part-time e tempi determinati negli stessi luoghi
di lavoro. Noi rimaniamo coerenti e andiamo avanti per la nostra
strada chiediamo con forza che finalmente si possa discutere del
“patto sul lavoro” per il porto di Savona».
Causa ha concluso auspicando «che Vado Gateway Terminal ci
convochi il prima possibile per provare a trovare soluzioni
alternative alla mancata proroga o trasformazione dei contratti in
scadenza con conseguente ricaduta drammatica verso i lavoratori a
termine di contratto. Chiudiamo auspicando - ha aggiunto - che il
giorno dello Sciopero proclamato dalle altre organizzazioni
sindacali, nel rispetto della legge 146/90, venga data la
possibilità liberamente di poter manifestare e parimenti si
deve rispettare chi la pensa diversamente e decide di non aderire lo
sciopero, evitando situazioni inaccettabili o peggio violente,
evitando i fatti incresciosi accaduti in occasione dell'ultimo
sciopero. Siamo certi che gli organizzatori vorranno garantire al
massimo la scelta democratica dei lavoratori garantendone in primis
la libertà di scelta e la tutela della persona, evitando
spiacevoli tensioni tra i lavoratori».