
L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM)
ha deliberato di non avviare un'istruttoria sull'operazione che
prevede l'acquisizione da parte di CEVA Europe dell'intero capitale
sociale di Fagioli Holding interamente detenuto da Fagioli Finance,
dal Fondo QuattroR e da alcuni dipendenti o ex dipendenti di Fagioli Holding
(
del
15
dicembre 2025).
L'autorità antitrust ha rilevato che «l'operazione
non appare idonea a ostacolare la concorrenza nei mercati
interessati e a determinare la costituzione o il rafforzamento di
una posizione dominante». Inoltre, l'AGCM ha rilevato che «il
patto di non concorrenza e il patto di non sollecitazione sono
accessori all'operazione nei soli limiti indicati e che l'Autorità
si riserva di valutare, laddove ne sussistano i presupposti, i
suddetti patti ove si realizzino oltre tali limiti». Il
riferimento è al patto siglato dalle parti in base al quale i
venditori si impegnano con il gruppo acquirente a non procedere,
anche attraverso proprie affiliate, individualmente o insieme ad
altri soggetti: per un periodo di un anno dal perfezionamento
dell'operazione, all'acquisto e/o detenzione in qualsiasi modo di
partecipazioni in entità che svolgono attività
rientranti nelle attività del gruppo Fagioli in Italia, negli
Stati Uniti d'America e in Australia e per un periodo di tre anni
dal completamento dell'operazione, a non assumere, sollecitare,
indurre, invitare o incoraggiare in altro modo, direttamente o
indirettamente, qualsiasi dipendente di Fagioli Holding e delle sue
controllate, Fagioli Spa e Fagioli Inc. al momento del closing
dell'operazione, ad accettare un impiego presso qualsiasi persona o
entità diversa da CEVA Europe, le sue affiliate o Fagioli
Holding, Fagioli Spa e Fagioli Inc., o a porre fine a tali rapporti
di lavoro dipendente.