
Venerdì l'European Transport Workers’ Federation
(ETF) ha inviato una lettera aperta alla presidente della
Commissione Europea, Ursula von der Leyen, in cui il sindacato
denuncia che il sistema dei trasporti europeo non è preparato
ad affrontare le crisi e che i lavoratori del settore ne pagano il
prezzo. Ciò - ha sottolineato ETF - è il risultato di
anni di scelte politiche deliberate che hanno innescato una
competizione intra-UE basata sul taglio dei costi, esponendo -
anziché proteggendo - gli operatori europei ad una
concorrenza internazionale sleale, portando ad una governance
frammentata e creando dipendenza da paesi terzi per il trasporto dei
passeggeri e delle merci invece di dare priorità alla
resilienza, agli investimenti pubblici e a posti di lavoro di
qualità.
Nella lettera l'organizzazione sindacale ha evidenziato che l'UE
non è riuscita a sviluppare gli strumenti necessari per
proteggere il proprio sistema di trasporti e i suoi lavoratori in
tempi di crisi, con misure a breve termine quali sussidi,
agevolazioni fiscali e sostegno di emergenza che vengono
ripetutamente utilizzate per contenere i danni immediati, misure
che, pur essendo necessarie, tuttavia non affrontano i problemi di
fondo.
ETF ha quindi sollecitato la Commissione Europea ad agire
immediatamente su tre priorità che il sindacato europeo dei
lavoratori dei trasporti ritiene non negoziabili: adottare quadri
vincolanti e intersettoriali per la gestione delle crisi e la
sicurezza di tutti i settori dei trasporti, che includano una forte
componente legata ai lavoratori; garantire che le crisi non vengano
gestite attraverso pressioni al ribasso su posti di lavoro, salari e
condizioni di lavoro; elaborare, in consultazione con le parti
sociali, solide strategie per il settore dei trasporti che
garantiscano tutti gli elementi necessari per avere sistemi di
trasporto dell'UE resilienti.
Inoltre, al fine di avviare questo processo, ETF ha invitato la
Commissione Europea a convocare senza indugio una tavola rotonda di
alto livello per elaborare una strategia di resilienza strutturale
incentrata su cambiamenti sistemici di lungo periodo, iniziativa che
- ha specificato il sindacato - non deve tradursi in un mero
esercizio simbolico. Riferendosi alle conseguenze del conflitto con
l'Iran e dell'escalation della guerra nel Golfo Arabito, ETF ha
avvertito che questa non è una crisi isolata, così
come non lo sono state quelle che l'hanno preceduta, e che ci
troviamo piuttosto di fronte a una serie di shock prevedibili per i
quali l'Europa non è ancora sufficientemente preparata.