
Il comitato esecutivo di Unatras, il coordinamento unitario
delle federazioni nazionali dell'autotrasporto merci, convocato oggi
a Roma ha deciso la proclamazione del fermo nazionale dei servizi e
di tutte le attività di trasporto dando mandato all'ufficio
di Presidenza di definire giornate e modalità attuative del
blocco che saranno stabilite nel rispetto dei tempi dettati dal
codice di autoregolamentazione dello sciopero di settore.
In una nota, si sottolinea che «questa è l'unica ed
inevitabile decisione possibile, attesa dalla categoria, di fronte
al silenzio assordante del governo in questa fase drammatica a causa
degli alti costi dei carburanti, che stanno di fatto determinando
l'impossibilità di proseguire l'attività di trasporto
merci per migliaia di imprese italiane. I provvedimenti assunti
finora dall'esecutivo si sono rivelati insufficienti a coprire la
portata del fenomeno e, per paradosso, hanno finito per danneggiare
l'autotrasporto professionale che, non solo garantisce la continuità
del trasporto delle merci, ma ha investito in ottica di
sostenibilità ambientale e sicurezza stradale. È
inconcepibile che le organizzazioni di rappresentanza aderenti ad
Unatras, le quali hanno sempre tenuto un profilo di responsabilità
verso le istituzioni ed il Paese nonostante le ripetute grida
d'allarme, non siano neanche state convocate dal governo per avviare
un confronto di merito sulla gravissima situazione che vive il
settore».
Specificando che «l'autotrasporto italiano, che conta 100
mila imprese per 500 mila lavoratori, decide di fermarsi per evitare
danni ben peggiori continuando a viaggiare in perdita», la
nota precisa che, per scongiurare i devastanti effetti economici che
questa drastica decisione comporta, il coordinamento Unatras ritiene
fondamentale che il governo agisca urgentemente per: l'emanazione
del decreto attuativo del credito d'imposta già previsto e
ristori compensativi del mancato rimborso accise pari a 200 euro
ogni 1000 litri di gasolio acquistato; interventi a sostegno della
liquidità delle imprese quale la sospensione dei versamenti
contributivi e fiscali; l'attuazione dei provvedimenti normativi, il
rafforzamento degli strumenti contrattuali e l'immediata
compensazione dei rimborsi accise; l'adozione di un quadro di aiuti
temporaneo a livello europeo».
La nota conclude precisando che Unatras, «in
rappresentanza della quasi totalità della categoria, auspica
che le forme isolate di protesta autorganizzate confluiscano nelle
iniziative più appropriate che saranno attuate in conformità
della legge».
Intanto Trasportounito, associazione dell'autotrasporto non
aderente a Unatras, ha confermato il fermo di cinque giorni
dell'autotrasporto a partire dalle ore 24 di domenica prossimo e
fino al 24 aprile. «L'aumento nel costo dei carburanti - ha
denunciato Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito -
ha fatto deflagrare una crisi di una gravità senza
precedenti; e ciò accade nella totale latitanza delle
istituzioni e del ministero competente; paradossalmente l'unica
istituzione che ha prestato attenzione all'autotrasporto è la
commissione sciopero dei servizi pubblici essenziali che ha in modo
reiterato provato a frapporre ostacoli a un fermo che è lo
specchio di una imprenditoria ormai soffocata dai debiti e avviata
inesorabilmente sulla strada del fallimento».