
Nel 2025, rispetto all'anno precedente, sono aumentati i ritardi
sul cronoprogramma nell'avanzamento delle opere infrastrutturali nel
Nord Italia, con il 43% degli 84 interventi infrastrutturali
monitorati che è avanzato in linea con i cronoprogrammi (il
48% nel 2024), con il 36% che è avanzato ma con qualche
rallentamento (35% nel 2024) e con il 21% che risulta in grave
ritardo (il 17% nel 2024). Questa fotografia sul procedere dei
cantieri delle principali opere infrastrutturali nel settentrione
italiano è stata recentemente scattata da OTI Nord,
l'Osservatorio Territoriale Infrastrutture Nord promosso da tutte le
Confindustrie del Nord Italia.
Nell'ultimo rapporto annuale di OTI Nord si rileva che gli
avanzamenti migliori delle opere infrastrutturali riguardano il
sistema portuale, con il 100% delle opere in linea con i tempi.
Questa constatazione non è bastata a rassicurare Federagenti,
la federazione italiana degli agenti raccomandatari marittimi e
mediatori marittimi, che chiede «tempi veri» circa lo
stato di avanzamento della costruzione delle infrastrutture.
Il giudizio di OTI Nord sul grado di completamento delle opere
portuali non è evidentemente assolutamente condiviso da
Federagenti, secondo cui l'elenco delle opere strategiche nei porti
la cui realizzazione è in ritardo comprende quasi tutti gli
scali marittimi. «Credo sia venuto il momento - ha affermato
il presidente della federazione nazionale degli agenti marittimi,
Paolo Pessina - di effettuare un vero e proprio check up non solo
alla luce degli obblighi, di cui nessuno parla, del PNRR, ma del
rischio ben più serio di mancare l'appuntamento con i mercati
e quindi la clientela internazionale, verso i quali è stata
veicolata una comunicazione che si sta rivelando falsa».
«Non è ancora troppo tardi - ha aggiunto Pessina -
per affrontare una criticità che è sin troppo seria e
rivelare non tanto all'opinione pubblica o alle istituzioni (che già
sanno) l'entità dei rinvii nell'entrata in servizio delle
nuove opere. Essenziale - ha sottolineato il presidente di
Federagenti - non giocare con carte false, ipotizzando tardive
revisioni di progetti o scommettendo sulla scarsa memoria di chi su
queste opere ha fatto perno per la sua pianificazione operativa e
commerciale. Oggi la tecnica del comunichiamo in extremis non paga,
fa solo perdere traffici e affidabilità».