
Nove associazioni europee del trasporto ferroviario e
intermodale, assieme a 22 associazioni nazionali del settore tra cui
le italiane FerCargo e Fermerci, hanno sottoscritto una
dichiarazione congiunta contro l'introduzione sulle strade dell'UE
dei Sistemi Modulari Europei (EMS), veicoli che possono superare i
25 metri di lunghezza. Nel documento, ricordando che la revisione in
atto della direttiva europea sui pesi e le dimensioni dei veicoli
stradali, che è oggetto di negoziati tra Parlamento,
Consiglio e Commissione dell'UE, dovrebbe mirare a promuovere
l'adozione di veicoli stradali a zero emissioni in modo pienamente
allineato agli obiettivi delle politiche dell'UE in materia di clima
e trasporti, proteggendo al contempo le infrastrutture stradali e
salvaguardando il trasporto merci su rotaia e il trasporto
combinato, le associazioni hanno rilevato che, «tuttavia, le
attuali posizioni della Commissione Europea, del Parlamento europeo
e del Consiglio includono tutte elementi che rischiano di aprire la
porta ad un'ampia diffusione di veicoli più lunghi e pesanti,
i cosiddetti Sistemi Modulari Europei (“megatruck” o
“gigaliner”). Ciò - hanno denunciato - è
fonte di gravi preoccupazioni ed è in contrasto sia con gli
interessi dei cittadini dell'UE sia con gli obiettivi di un sistema
di trasporto europeo interoperabile e intermodale».
In particolare, secondo i firmatari della dichiarazione, «il
testo legislativo attualmente in fase di negoziazione in sede di
trilogo non affronta adeguatamente i potenziali impatti negativi
della proposta sul trasferimento modale, sui terminal intermodali,
sulla sicurezza stradale, sull'usura delle infrastrutture, sulla
congestione o sull'interoperabilità tra le modalità di
trasporto. Inoltre, rischia di compromettere la coerenza giuridica
introducendo modifiche sostanziali alla direttiva pesi e dimensioni
senza trattarla parallelamente alla direttiva sul trasporto
combinato (CTD), nonostante i due fascicoli siano intrinsecamente
collegati».
Le associazioni hanno quindi raccomandato le istituzioni europee
ad istituire piuttosto un quadro solido per l'impiego di veicoli
commerciali a zero emissioni compatibili con l'intermodalità,
garantendo che qualsiasi ulteriore sollecitazione sulle
infrastrutture stradali sia ridotta al minimo e strettamente
proporzionata al peso della tecnologia, ad assicurare la piena
compatibilità e interoperabilità dei veicoli
commerciali stradali con altre modalità di trasporto,
consentendo un trasporto merci intermodale door-to-door senza
soluzione di continuità, ad introdurre valutazioni di impatto
ex ante ed ex post complete, supportate da rigorosi meccanismi di
monitoraggio e applicazione del peso, per gestire efficacemente la
transizione verso un sistema di trasporto europeo più
efficiente, resiliente e performante, ad assegnare le entrate
derivanti dalle sanzioni per violazioni in materia di pesi e
dimensioni al trasporto sostenibile e combinato, come proposto dal
Parlamento europeo, e a creare un quadro informativo europeo che
fornisca agli operatori la chiarezza operativa necessaria per
pianificare e operare in modo efficiente attraverso diverse modalità
di trasporto e nei trasporti transfrontalieri.
Le nove associazioni europee firmatarie sono: AERRL (Association
of European Rail Rolling Stock Lessors), CER (Community of European
Railway and Infrastructure Companies), ECF(European Cyclists
Federation), ERFA (European Rail Freight Association), ETCS
(European Transport Safety Council), RFF (Rail Freight Forward), UIC
(International Union of Railways), UIP (International Union of Wagon
Keepers) e UIRR (International Union for Road-Rail Combined
Transport).